Omicidio di Ancona: deceduto anche Fabio Giacconi

L’uomo era stato stato ridotto al coma irreversibile da Antonio Tagliata, il fidanzato della figlia. Le indagini sull’ omicidio di Ancona proseguono con una seconda autopsia.

OMICIDIO di ANCONA – Non ce l’ha fatta Fabio Giacconi, il sottufficiale dell’Aeronautica, in coma irreversibile dal 7 novembre scorso, dopo essere stato raggiunto dai colpi della pistola di Antonio Tagliata, il fidanzato 18enne della figlia (quest’ultima minorenne).

L’ omicidio di Ancona, dapprima riferito alla morte della madre della ragazza, morta sul colpo sempre a causa di Tagliata, oggi diventa duplice.

I due fidanzati sono in carcere. Il 18enne è rinchiuso nel carcere di Camerino, la ragazza nell’Istituto di pena minorile di Nisida, a Napoli.

Tagliata ha ammesso fin da subito di aver sparato ai genitori della fidanzata, sottolineando, però, che era stato fomentato proprio dalla sedicenne. Quest’ultima nega e spiega che il motivo dell’incontro a casa dei genitori aveva solo lo scopo di un chiarimento, visto che madre e padre erano contrari alla relazione.

Roberta Pierini è stata raggiunta ad un fianco, a un braccio, e infine, quando era a terra, alla testa.

Giacconi, 49 anni, pilota con missioni in Afghanistan e in Iraq, è deceduto nell’ospedale di Torrette. Sono imminenti gli approfondimenti medico legali da parte del perito della procura Marco Valsecchi, in particolare sulla traiettoria dei quattro colpi che hanno raggiunto Giacconi.

L’ omicidio di Ancona richiede ora una seconda autopsia, già disposta dal pm Andrea Laurino.

I due fidanzati sono ora indagati per duplice omicidio aggravato. Per Tagliata anche per porto abusivo di arma da sparo. «L’ho comprata da un albanese, in piazza Cavour ad Ancona. L’ho pagata 450 euro», ha ammesso il ragazzo. Tagliata, insomma, prima della visita dai suoceri, si è procurato pistola e caricatori, per un totale di 86 proiettili, poi gettati in un cassonetto della spazzatura, insieme alla pistola, dopo l’omicidio.

E’ emerso di recente che Roberta Pierini e Fabio Giacconi avevano appreso dei precedenti del padre di Tagliata che, ancora minorenne, fu accusato di un delitto passionale in concorso con altri. Carte alla mano, fu processato dal Tribunale dei minori come esecutore materiale dell’omicidio di Salvatore Morale, assassinato a colpi di pistola. Motivo? Era convinto che insidiasse la sua fidanzatina.

Di qui, ulteriori perplessità sul fidanzato della figlia e sul rapporto che, alla fine, portò all’ omicidio di Ancona.

ultimo aggiornamento: 03-12-2015

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