Oltre 17.770 firme contro la mattanza degli agnellini di Pasqua

Su Firmiamo.it l’ iniziativa supportata da Enpa a tutela degli agnellini che vengono uccisi a Pasqua. Solo nel 2014 uccisi 2,2 milioni di agnelli da latte ed altrettanti capretti

Pasqua è il periodo in cui agnellini e capretti vengono uccisi per seguire una tradizione che stenta ad estinguersi. Una vera mattanza se si pensa che sono 2 milioni gli agnellini che vengono ammazzati per rincorrere questa ricorrenza ed altrettanti capretti.

A questo proposito sono già state raccolte oltre 17.770 firme da Enpa aperta su Firmiamo.it per chiede la fine della macellazione e del maltrattamento degli agnelli in occasione della Pasqua di agnellini e capretti, vera e propria carneficina che nel 2014 ha portato al mattatoio 2,2 milioni di animali tra agnelli e capretti.

Le vittime della cosiddetta “Pasqua di sangue” sono agnellini e capretti tra i 30 e i 40 giorni di vita, strappati prematuramente alle loro madri dopo una gravidanza di 5 mesi regolata in modo tale da poterli uccidere quando pesano circa una decina di chili. Agnellini che iniziano a brucare l’erba ma che si nutrono principalmente del latte della loro mamma: fattore questo che renderebbe la loro carne ancora più tenera.

La pratica della macellazione è assolutamente atroce, come racconta la petizione:

“Gli agnellini vengono legati insieme per le zampe e appesi, issati a testa in giù, storditi con una carica di corrente elettrica e sgozzati”.

Il motivo è ancora peggiore: imbandire le tavole in occasione della ricorrenza religiosa della Pasqua.

La petizione è ancora aperta: per aderire basta andare all’indirizzo http://goo.gl/UDuLSq e cliccare su “firma”.

La raccolta firme, promossa da Firmiamo.it, si affianca ad altre numerose iniziative legate alla campagna 2015 dell’Enpa, che ha un testimonial d’eccezione: Pasqualino, un agnellino nato pochi giorni fa da una mamma randagia soccorsa dalla Protezione Animali.

Ma perché si mangia l’agnello Pasqua? Secondo i riti pagani, sarebbe collegato alla resurrezione primaverile della natura dopo il freddo inverno (gli agnelli dovevano essere sacrificati in segno di buon auspicio).

 Secondo la visione cristiana invece, l’agnello è il simbolo dell’innocenza e quindi adatto ad essere offerto in sacrificio.

Dio ha infatti annunciato al popolo di Israele che lo avrebbe liberato dalla schiavitù in Egitto, con queste parole:

“In questa notte io passerò attraverso l’Egitto e colpirò a morte ogni primogenito egiziano, sia fra le genti che tra il bestiame”.

Ha poi ordinato al popolo di marcare le loro porte con del sangue d’agnello in modo che lui fosse in grado riconoscere chi colpire col suo castigo e chi no.

Ecco perché, la tradizione dell’agnello pasquale, difficilmente scomparirà dalla mentalità delle persone, non necessariamente di fede cristiana.

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ultimo aggiornamento: 01-04-2015

Emanuela Bertolone

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