Nuova intercettazione nel caso Elena Ceste inchioderebbe il marito

Michele Buoninconti, il marito di Elena Ceste si sarebbe contraddetto facendo una dichiarazione sul cancello di casa che smentirebbe la sua versione secondo la quale la moglie si allontanò da casa volontariamente.

chiudi

Caricamento Player...

Potrebbe essere nel cancello di casa la prova della colpevolezza di Michele Buoninconti per l’omicidio della moglie Elena Ceste. L’uomo è rinchiuso dal 29 gennaio nel carcere di Quarto d’Asti.

I giudici del Tribunale del Riesame di Torino hanno rifiutato la richiesta di scarcerazione dei legali di Michele Buoninconti, gli avvocati Girola e Masoero. Nello stesso tempo emergono nuovi elementi a carico dell’indagato. Nelle ultime ore sono emerse nuove ed inquietanti indiscrezioni. Ad alimentare i dubbi è stato proprio il marito di Elena Ceste, Michele Buoninconti che continua a smentirsi con dichiarazioni, negazioni ed affermazioni.

Ora arriva anche una nuova dichiarazione, datata 11 aprile 2014, in cui l’uomo parlerebbe del cancello di casa, compromettendo la veridicità del suo stesso racconto.

Michele Buoninconti aveva detto:

“Elena non aveva le chiavi per aprire il cancello, le sue con il telecomando quella mattina me le ero fatte dare io perché il mio telecomando non funzionava. Quindi per uscire dal cancello doveva venire al primo piano, doveva schiacciare quel pulsante grigio e poi fare tutto in fretta perché altrimenti il cancello si richiude mentre scendi giù”.

Dettaglio non indifferente se si pensa che Elena Ceste, reduce da un intervento ad una gamba e soprattutto senza occhiali, non avrebbe potuto certo fare un’operazione del genere.

Con queste parole Michele Buoninconti avrebbe annullato l’ipotesi dell’allontanamento volontario di Elena. Tesi, questa, da lui sempre sostenuta ma, secondo la Procura di Asti, mai comporvata da prove concrete.

Dopo le interviste rilasciate dalla presunta amante di Michele, la trentatreenne calabrese Teresa, dopo le intercettazioni in cui sgridava i suoi figli dicendo loro che non desiderava averne la custodia, ne emerge un’altra che potrebbe cambiare le sorti.