Non sempre il sesso è piacevole: una posizione molto comune può causare la rottura del pene

A volte, il sesso può essere davvero pericoloso. La classica posizione definita dell’ ”Amazzone”, è  responsabile del 50% dei casi della rottura del pene… ed in ospedale si registrano sempre più casi.

chiudi

Caricamento Player...

La passione in un rapporto sessuale è una componente importante. Ma attenzione a non esagerare col sesso.

L’ultimo caso pochi giorni fa quando un uomo è arrivato in ospedale in provincia di Venezia con un grosso ematoma sul pene. L’uomo ha raccontato che, mentre faceva sesso con la compagna, lei era a cavalcioni sul suo basso ventre e, presa dall’eccitazione del momento, ha probabilmente esagerato con l’intensità del movimento, tanto da procurargli una frattura al pene.

La diagnosi effettuata da Giuseppe Tuccitto, direttore della divisione di urologia dell’ospedale veneto, parla chiaro: durante il sesso troppo energico è molto frequente la frattura del pene.

“Si trattava di quella che comunemente viene definita “frattura del pene“, anche detta bent nail syndrome, cioè la sindrome del chiodo piegato. In pratica, è la rottura di una membrana che ricopre i corpi cavernosi del membro, determinando un’abbondante fuoriuscita di sangue dalle stesse sacche, molto irrorate durante l’erezione. Anche se poco conosciuti e rari, si tratta di eventi possibili. Nella mia precedente esperienza a Treviso, ad esempio, me ne capitavano almeno due, tre all’anno”.

Sembra infatti che non siano poi così rari i casi di frattura del pene causati proprio facendo sesso ed in particolar modo da alcune posizioni, come quella dell’Amazzone, responsabile del 50% dei casi. Partendo da una penetrazione sbagliata, un movimento falso, complice il peso del suo corpo, la rottura può avvenire piuttosto facilmente.

“Il recupero della piena funzionalità del pene si gioca sulla tempistica: prima si arriva in ospedale, nonostante il comprensibile imbarazzo, prima si agisce. In questi casi, l’intervento va fatto entro le 48-72 ore dal trauma -spiega il medico che si occupato dell’intervento-. Importante è poi seguire un riposo cautelativo nelle due, tre settimane successive, senza rapporti sessuali, anche perché le prime erezioni sono dolorose. Solitamente poniamo il paziente in trattamento farmacologico per evitare le erezioni notturne nel periodo immediatamente successivo all’intervento”.