Neonato in viaggio: ecco come fare

Vademecum della Società italiana di Neonatologia per un estate che sia vacanza anche per il neonato

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Un neonato può girare il mondo, purché abbia il suo comfort.

In vista delle vacanze estive, la Società italiana di Neonatologia ha preparato un vademecum per indirizzare sulla scelta della meta, sull’idoneo mezzo di trasporto, sulle precauzioni e sulle cure da riservare al baby viaggiatore.

“Non c’è differenza sulla tipologia del luogo da scegliere, va bene sia il mare che la montagna o la campagna, ideale, per trascorrere le vacanze con un neonato di poche settimane”, si legge in una nota della Sin.

Vediamo quali sono i principali punti del vademecum:

1. I bebè possono viaggiare in auto, preferibilmente nelle ore più temperate della giornata e posizionare l’auto all’ombra. Il neonato deve essere alloggiato nel suo ‘ovetto’, conforme alla normativa europea e opportunamente fissato al sedile posteriore (E’ pericoloso posizionarlo sul sedile anteriore per la presenza dell’airbag). Non esagerare con l’aria condizionata, mantenendola a temperature non inferiori a 22-23 gradi. Se il viaggio è lungo, occorre prevedere una sosta ogni due ore. Occorre fermarsi ogni volta che il neonato deve essere alimentato. non lasciarlo mai solo, poiché, ad esempio, la temperatura Il piccolo non deve mai restare da solo nell’auto.

2. Se strettamente necessario il neonato può anche prendere l’aereo, ma sarà sottoposto a sbalzi di temperatura, di pressione, a luce e rumori. E’ consigliabile attaccarlo spesso al seno, per ridurre il fastidio durante il decollo e l’atterraggio.

3. Al mare è fondamentale garantire al neonato le condizioni climatiche più adatte – sottolinea la Sin – ovvero uscire nelle ore più fresche, e permanere in ambienti temperati e arieggiati, non esposti direttamente ai raggi solari. Il bebè può rischiare la disidratazione, rilevabile attraverso una scarsa emissione di urine (pannolino spesso asciutto), secchezza delle mucose, avvallamento della fontanella anteriore, irritabilità o sopore, talvolta alterazioni della temperatura corporea. Occorre rammentarlo.

4. E’ meglio evitare mete estive troppo isolate (o troppo affollati) e scarsamente sicure per il neonato. L’ideale è scegliere spiagge ‘a misura di bambino’, stabilimenti ben attrezzati per la tranquillità dei genitori e la salvaguardia dei piccoli.

5. E’ possibile anche la scelta di una località montana, ma sempre con le dovute precauzioni. Le temperature, che in estate sono generalmente più miti che in città, sono assolutamente idonee a una vacanza con un piccolo di poche settimane. Altezze elevate (superiori a 2000-2500 metri) sono comunque sconsigliabili.

6. La campagna è la destinazione ideale: il bambino, che dorme ancora per la maggior parte del tempo, ha bisogno di un ritmo regolare e la campagna offre un clima temperato e tutta la calma che si possa desiderare, evitando se si può aree in prossimità di stagni e stalle, nelle quali vi sia una concentrazione eccessiva di insetti così detti ematofagi (cioè che si nutrono di sangue) quali zanzare e pappataci, potenziali portatori di malattie anche gravi.

7. In valigia va messo per i climi caldi e soleggiati, indumenti chiari e leggeri, di fibre naturali, che lascino scoperti gli arti, un cappellino chiaro a falda ampia – sottolineano i neonatologi – per proteggere il piccolo da eventuali congiuntiviti da esposizione solare e un maglioncino in filo per tutelarlo dall’umidità delle ore serali: questo il bagaglio minimo indispensabile per l’abbigliamento del bebè. E ancora salviette imbevute, una riserva di pannolini e una copertina per proteggere il piccolo dall’aria condizionata e dei bavaglini (quelli usa e getta sono sicuramente più pratici) e detergenti antisettici per le suppellettili e gli oggetti che verranno in contatto con lui.

8. Per prevenire le scottature, anche se è vero che la miglior prevenzione è una scarsa e mai diretta esposizione solare del neonato – osservano gli esperti – da portare con sé e da utilizzare di tanto in tanto per le zone esposte, creme con filtro fisico, ovvero contenenti minerali quali ossido di zinco o titanio che riflettono i raggi solari impedendone la penetrazione, ad alto potere filtrante e non troppo untuose, per evitare l’occlusione dei pori.

9. Contro le punture d’insetto i neonatologi sconsigliano i fornelletti emanatori di sostanze potenzialmente tossiche e da evitare i prodotti repellenti da spruzzare sulla cute. Anche le sostanze profumate vanno evitate, perché possono essere un forte richiamo per gli insetti. La più corretta prevenzione, specie nelle ore serali, è – conclude il vademecum della Sin – quella fatta con metodi di barriera, quali zanzariere poste su culle, carrozzine e possibilmente anche alle finestre. In linea di massima comunque è preferibile evitare le zone in cui sono presenti molti insetti, come località lacustri o tropicali.