Nasce un’associazione per tutelare le donne sole dagli imbrogli sentimentali sui social

Jolanda Bonino, sedotta ed abbandonata su internet, ha il coraggio di denunciare: “Sui social una gang approfitta delle donne sole, uniamoci e combattiamo”

Jolanda Bonino è una delle poche donne che, superato l’imbarazzo iniziale, ha avuto il coraggio di denunciare una truffa di cui è stata vittima. Ad incastrarla un social in cui ha conosciuto un uomo che, in teoria, poteva essere un principe azzurro.

L’uomo aveva tutte le caratteristiche per farla innamorare. Peccato che quello che l’uomo voleva fare, tramite il social, era raggirare la donna per estorcerle denaro.

Sul Social aveva detto di essere un francese, ingegnere, ma in realtà era un impostore centrafricano che in tutto è riuscito a spillarle 800 euro e su cui ora sta indagando la polizia postale di Torino.

Jolanda Bonino ha capito di essere stata beffata quando un giorno si è presentata a Caselle per avere notizie di un aereo su cui il suo principe azzurro non è in realtà mai salito.

Ora la donna racconta:

«Ci sono cascata, ma ho trovato il coraggio di denunciare quell’uomo e voglio raccontarlo perché altre donne non subiscano la stessa fregatura sui social di incontri. Anzi, mi piacerebbe creare un coordinamento di persone che siano rimaste vittime di impostori sul web, per aiutarle a difendersi e per ostacolare insieme la diffusione di questo fenomeno sui social».

Tutto inizia più di un anno fa quando tra i suoi contatti sui social network arriva la richiesta di amicizia di un uomo: lei accetta e i due iniziano a chattare. Lui le fornisce dettagli della propria vita, che Jolanda controlla su Internet per accertarsi che sia tutto vero.

Jolanda racconta:

«L’ho visto su Skype ed era anche un bell’uomo ma un giorno disse: mi devono operare urgentemente di appendicite, ma non so se la mia assicurazione copre la spesa».

L’uomo sul Social non chiede soldi alla donna, ma fa in modo che sia lei a offrirgliene.

Truffe sentimentali di questo tipo sono diventate un fenomeno piuttosto diffuso, come spiegano alla polizia postale. Nei mesi scorsi, per esempio, la procura di Torino ha coordinato un’altra inchiesta partita da una signora che aveva fatto bonifici per 70 mila euro.

Jolanda dice ancora:

«Credo che sul social non sia stata una sola persona a raggirarmi. Mi sono fatta l’idea che dopo avermi fatta cadere nella trappola, mi abbiano passata a uno meno esperto e meno raffinato. Credo ci sia una vera e propria organizzazione che gestisce i contatti delle potenziali vittime».

Ed infatti, poco dopo, le arriva via social una nuova richiesta di amicizia:

«Anche lui a un certo punto ha detto di partire, combinazione, per la Costa d’Avorio. E lì la figlia ha avuto un incidente d’auto….».

ultimo aggiornamento: 13-04-2015

Iscriviti alla Newsletter:

Acconsento all’invio di newsletter di Delta Pictures
X