Il Museo della Montagna, appollaiato fra le nuvole.

A 2275 metri di altezza il Museo della Montagna, progettato da Zaha Hadid e voluto da Messner.

Non avevo mai visto dal vivo un’opera di Zaha Hadid, una delle più celebri e geniali archistar contemporanee, quindi per me, architetto e amante della montagna, si è presentata l’ occasione straordinaria di accomunare due delle passioni della mia vita in un giorno solo.

La giornata non è delle migliori ma decido ugualmente di fare il percorso a piedi: un’agevole camminata di un’ora scarsa in mezzo ai pini ed ai prati fioriti di metà agosto. Fuori dal bosco, il tempo un po’ uggioso da brughiera inglese non mi impedisce di ammirare il panorama ineguagliabile delle Dolomiti che mi abbracciano dappertutto.

Arrivando a piedi si ha tutto il tempo di pregustare il momento in cui apparrirà la struttura e la visione non delude le aspettative, eccoli finalmente, dietro l’ultima piega del terreno, 3 occhi di cemento si spalancano sul vuoto, 3 nidi di pietra appollaiati, roccia nella roccia, opera umana che ruba la perfezione all’opera della natura.

Emozionata, mi avvicino ansiosa di “toccare” oltre che “vedere”. Dentro c’è una lunga fila ma meglio così, posso guardare con calma l’ingresso, una piccola piattaforma che prepara alla discesa nel ventre della montagna.

Il contenitore, per deformazione professionale, per me è molto pù importante del contenuto e anche se l’esposizione che ripercorre la storia dell’alpinismo è indubbiamente interessante, mi lascio distrarre dalle pieghe inusuali dei muri, dai percorsi-gallerie che come dita di cemento scavano nella roccia per poi sfociare nelle grandi vetrate panoramiche, dalle luci che serpeggiano sul soffitto e dalla balconata che fende il cielo e ti proietta sull’infinito.

La dinamica delle forme, grazie all’impiego del cemento, diventa unica, sinuosa e morbida.

Il Museo della Montagna sorge in Alto Adige a Plan de Corones a 2275 m di altitudine ed è l’ultimo nato dei 6 musei dedicati alla montagna voluti da Rheinold Messner. Il progetto di Zaha Hadid si sviluppa su 1000 metri quadrati dei quali solo una minima parte sono fuori terra e dopo la costruzione, per ridurre al minimo l’impatto visivo, è stato ricoperto con i materiali originali e perfino gli affioramenti esterni sono stati ricollocati nella prosizione originale.

I pannelli di rivestimento, inventati apposta per per questa realizzazione, sono tutti diversi uno dall’altro e sono stati dapprima costruiti al computer in 3D e poi ricavati da blocchi di polistirolo su cui è stato spruzzato il calcestruzzo ed inseriti 4 strati di fibra di carbonio e uno di alluminio, per evitare deformazioni.

Aperto al pubblico dalla metà di luglio di quest’anno, può essere visitato in tutte le stagioni.

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ultimo aggiornamento: 21-11-2015

Matilde Grupallo

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