Morte Alex Zanardi: quanto vale la handbike e perché è così speciale

Morte Alex Zanardi: quanto vale la handbike e perché è così speciale

Dalla tecnologia al prezzo: ecco quanto costa la handbike del campione Alex Zanardi e perché è così speciale.

Dopo i funerali Alex Zanardi e le commoventi parole della mamma Anna, il ricordo dell’atleta continua a emozionare e a far parlare di sé anche attraverso i simboli della sua straordinaria carriera. Tra questi spicca la sua handbike, un concentrato di tecnologia e innovazione che ha rivoluzionato il paraciclismo. Ecco quanto vale e perché è così speciale.

Quanto vale la handbike di Alex Zanardi

La handbike Zeta Bike di Alex Zanardi non è un mezzo qualunque, come riportato da Gazzetta.it, ma una vera macchina da gara progettata nei minimi dettagli. Una versione presentata nel 2020 aveva un costo indicativo attorno ai 10 mila euro, una cifra che riflette l’elevato livello tecnologico e la qualità dei materiali impiegati.

Il telaio in carbonio è uno degli elementi chiave: leggero ma estremamente resistente, consente di mantenere il peso complessivo intorno agli 8 kg. A questo si aggiunge una struttura particolarmente bassa, circa 45 centimetri da terra, studiata per migliorare aerodinamica e stabilità durante la corsa.

Anche la trazione anteriore e l’abitacolo ergonomico giocano un ruolo fondamentale, permettendo all’atleta di ottenere il massimo rendimento da ogni movimento.

Perché la sua handbike è così speciale

Nel corso degli anni, aggiunge il sito Gazzetta.it, Alex Zanardi ha utilizzato diverse versioni della sua handbike, comprese quelle impiegate alle Paralimpiadi di Londra 2012 e Rio 2016, adattandole sempre alle esigenze della competizione.

Per raggiungere questo risultato, il team di Dallara ha utilizzato tecniche avanzate tipiche del motorsport. Il progetto è partito dalla galleria del vento e si è evoluto attraverso simulazioni virtuali sempre più sofisticate, grazie all’uso del Computational Fluid Dynamics.

A raccontare l’inizio di questa collaborazione è stato l’ingegnere Dialma Zinelli, che ha spiegato: “Ci chiese un progetto, un’idea“.