Michele Emiliano, alcune curiosità sul presidente della regione Puglia ospite a Matrix

Michele Emiliano è il presidente della regione Puglia e sarà ospite nella puntata di Matrix di venerdì 29 aprile. Il famoso politico, un tempo magistrato, è figlio di…

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Classe 1959, Michele Emiliano è un famoso politico e magistrato italiano che, venerdì 29 aprile, sarà ospite a Matrix di Piero Chiambretti. Emiliano è stato sindaco di Bari dal 2004 al 2014, mentre è presidente della regione Puglia dal 2015. Nel corso della campagna precedente il referendum costituzionale del 4 dicembre 2016 sulla riforma Renzi-Boschi, Emiliano fa parte dei pochi esponenti del Partito Democratico che hanno sostenuto il NO in contrapposizione alla linea della segreteria del suo partito.

Michele Emiliano: figlio di… e la carriera come magistrato

  • Il 6 aprile 2017, mentre si trovava in Calabria per il tour per le primarie del partito democratico, si è procurato la rottura del tendine d’Achille del piede destro ballando con un gruppo folcloristico calabro-albanese.
  • Il padre era un calciatore professionista.
  • Emiliano si è dilettato in una  personale reinterpretazione di “Buonanotte Fiorellino” di Francesco De Gregori a Edio Rock, spiegando: “La dedico a tutte le persone a cui voglio bene e quelle che hanno bisogno di una carezza per dormire meglio. Anche a Renzi”.
  • Ha superato il concorso in magistratura prima dei 30 anni lottando contro la Mafia e conoscendo anche Giovanni Falcone.
  • Nel novembre 2012 viene rinviato a giudizio con l’accusa di diffamazione a causa di una sua dichiarazione su Facebook nei confronti di un esponente del Pdl barese, Mario Feronelli

Michele Emiliano contro Matteo Renzi

Il politico si è espresso contro Matteo Renzi, sul finire del 2016: “Se Renzi vuole gestire la transizione al congresso, dopo le dimissioni da premier dovrebbe presentare anche quelle da segretario Pd. E’ chiaro che ci deve essere il congresso, che per noi significa ampia discussione e primarie. Senza di questo noi non possiamo riprendere come se nulla fosse successo, questo è evidente. Se Renzi ha voglia di guidare la transizione fino al prossimo segretario lo fa, se si vuole dimettere prima ci sono i suoi vice. Non cambia niente. Nella sostanza, dimessosi da premier è come se si fosse dimesso anche da segretario. Perché è evidente che se ha sbagliato in una veste ha sbagliato anche nell’altra”.