Meriam la Donna condannata a morte in Sudan è finalmente libera

Il tribunale sudanese ha ordinato la liberazione di Meriam Yehya Ibrahim, la donna condannata per apostasia in seguito alla sua conversione al cristianesimo. Non verrà condannata a morte, finalmente torna ad esser libera.

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Il 15 maggio il tribunale di Khartum ha condannato a morte per impiccagione le 27enne Meriam Yahya Ibrahim Ishag, e i giudici hanno stabilito che la donna, nonostante incinta di otto mesi, avrebbe dovuto subire cento frustate per aver commesso adulterio, visto che il suo matrimonio con un uomo cristiano non è riconosciuto valido in base alla sharia, nonché il diritto islamico.

I magistrati avevano dato tre giorni alla donna per rinunciare alla sua fede cristiana, ma in aula, dopo un lungo colloquio con un religioso musulmano, Meriam si è rifiutata

Meriam è sudanese e nel suo paese è considerata musulmana, perchè nata da un padre musulmano. In base alla sharia, una donna musulmana non può sposare un uomo di un’altra fede e i figli nati dalla loro unione sono quindi considerati illegittimi e frutto di adulterio.

Ultimamente molte voci si sono rincorse sulla sua possibile liberazione: qualche giorno fa la Commissione nazionale per i Diritti umani sudanese aveva definito la condanna a morte di Meriam una sentenza in contrasto con la Costituzione, che prevede la libertà di culto. In precedenza Meriam era stata liberata dalle catene per ordine dei medici.

Finalmente oggi la liberazione riferita da Antonella Napoli dell’associazione Italia for darfur, riportando un messaggio di Khalid Omer Yousif, presidente dell’ Ong Sudan chance now.

” La decisione del tribunale d’appello sudanese di disporre la scarcerazione di Meriam Yehya Ibrahim, la donna cristiana condannata a morte per apostasia, è una bellissima notizia. Un risultato che premia il costante impegno del nostro Paese, del presidente del Consiglio e del Governo, che si sono spesi per la liberazione di Meriam e il prezioso lavoro svolto dalla associazione Italians for Darfur. La felice conclusione di questa drammatica storia deve rafforzare la volontà, a tutti i livelli, di impegnarsi con coraggio e volontà nella difficile ma decisiva battaglia per la difesa e la tutela dei diritti umani».

Lo afferma Pina Picierno, europarlamentare del Pd e prosegue ancora:

” Ritengo che anche da parte delle istituzioni europee sia necessario dare segnali sempre più forti e decisi su questo fronte. La tutela dei diritti umani è un elemento costitutivo dell’Unione europea, e ritengo quindi fondamentale onorare quella che è la ‘ragionè morale della nostra comunità. L’Italia e il Pd proseguiranno nel loro impegno, sapendo che questo risultato è tanto più importante quanto può servire ad accrescere la convinzione nella comunità internazionale di disporre delle risorse necessarie per battersi in difesa dei diritti fondamentali”.

Ed ora lasciamo che si goda la sua meritata libertà!

Guarda cosa accade oggi.

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