Melissa Satta, ecco perché ho sempre detto no a calendari e foto osé

La showgirl Melissa Satta, moglie del calciatore Boateng, ha raccontato a Grazia il perché abbia sempre rifiutato calendari e foto osé.

Intervistata dal settimanale femminile Grazia, la showgirl e modella Melissa Satta ha raccontato come mai abbia sempre rifiutato l’opportunità di posare per calendari e foto osé, che avrebbero sicuramente agevolato ancor più la sua carriera nel mondo dello spettacolo.

Melissa Satta: “Ho detto no a calendari nudi e foto osé!”

Melissa Satta Inst
FONTE FOTO: instagram.com/melissasatta

Melissa Satta ha rivelato di aver sempre rifiutato il nudo: “Io sono una che non si è mai spogliata. Ho scelto di non fare calendari, perché mi è sempre sembrato importante concedermi una forma di rispetto, di pudore”.

Proprio per questa ragione, la Satta ha molto sofferto quando in rete, poche settimane fa, si è diffusa la voce che avrebbe partecipato ad una puntata di Tiki Taka senza indossare gli slip: “Un cretino aveva scritto su Instagram che ero andata in onda senza biancheria intima. E molti siti, anche di giornali apparentemente seri, avevano ripreso questa cosa. Questa terribile cosa. Mi sono sentita violata. (…) Quando è uscita questa assurdità su di me, ho pensato di lasciar perdere. Mi sono detta: sono stupidate, non meritano attenzione e tempo. Ma sa com’è il web, no? Tutto rimbalza all’infinito e a valanga: titoli, allusioni, bugie diventavano sempre più volgari e insopportabili”. 

Melissa ha infine raccontato la sua frenetica vita con il marito Boateng e loro figlio Maddox: “Abbiamo deciso di fare ‘tana’ a Milano per dare un punto fermo a nostro figlio: abbiamo preso una casa, l’abbiamo arredata e abbiamo iscritto Maddox a scuola. Io e lui viviamo qui e, per una decina di giorni al mese, voliamo in Spagna, da Kevin. Lo ammetto, non è semplicissimo. Nemmeno per una come me, abituata ad andare veloce. Ma cerco di fare in modo che tutto funzioni, con una certa serenità. Capita spesso che Maddox abbia voglia si stare con suo padre. Dice: “Voglio papà a casa, subito”. Allora io gli spiego bene dove, come e quando saremo di nuovo tutti insieme. Lo faccio fin dal giorno della sua nascita: gli dico tutto, come se fosse un adulto. Sono convinta che lui capisca perfettamente, da sempre. I bambini, anche quelli piccolissimi, sentono il significato delle parole benprima di imparare a parlare. Io dico a mio figlio dove vado, a che ora torno, che cosa farà lui nel frattempo, che cosa farò io e che cosa faremo insieme quando sarò di nuovo a casa. Credo che queste spiegazioni lo rassicurino. Infatti è un bambino sereno. Sto cercando di crescerlo tranquillo, sicuro di sé”.