Medicina rigenerativa in funzione della ninfoplastica

Dalla riduzione del cappuccio clitorideo al restringimento del canale vaginale. Sempre più diffusa la ninfoplastica tramite PRP.

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“Dottore, vorrei fare un ritocchino …lì sotto!”.

Ormai va di moda. La ninfoplastica, si chiama così, aumenta in modo inarrestabile. Se ne è parlato a Bergamo, in occasione del 63° congresso della Società italiana di chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica (Sicprem).

La chirurgia dei genitali femminili, nata negli USA e approdata in tutto il mondo, non è, però, tutto rose e fiori. Gli esperti avvertono:

“Il rischio è quello di ottenere, dopo l’intervento, risultati peggiori della situazione di partenza”. E’ quanto afferma Massimiliano Brambilla, chirurgo plastico e presidente della sessione del congresso dedicata a questo tema. “È un pericolo concreto, anche perché la ninfoplastica richiede un approccio multidisciplinare complesso, con competenze di ginecologia, chirurgia plastica urologia e medicina rigenerativa. Davvero non è alla portata di tutti, né di tutti i centri”.

Veniamo alle motivazioni.

Le pazienti che ricorrono a questo tipo di intervento non sono soddisfatte dell’aspetto estetico, tant’è che le richieste più numerose riguardano la labioplastica, intervento riduttivo delle piccole labbra. E ancora, la riduzione del cappuccio clitorideo – spiega Brambilla – e il restringimento del canale vaginale”.

Le metodiche più utilizzate sono il PRP (prelievo di sangue ricco di piastrine) e il lipofilling (autotrapianto di grasso che si ricava a partire da una piccola lipoaspirazione). In poche parole, nella ninfoplastica, la medicina rigenerativa sfrutta il potere rigenerativo delle cellule staminali contenute nel grasso. Le cellule adipose prelevate vengono coltivate in laboratorio e poi veicolate in acido ialuronico.

Il ritocco numero uno al mondo resta comunque la mastoplastica. Secondo l’Isaps si contano 1.773.584 interventi eseguiti nel 2013.

E anche in questo ambito sta prendendo piede il lipofilling (ovvero, autotrapianto di grasso abbinato alle protesi).