Marita Comi, moglie di Bossetti, ha portato i coltelli in carcere al marito

Nuovi particolari inquietanti emergono in merito ai coltellini che Massimo Bossetti avrebbe avuto il carcere: a recapitarli sarebbe stata la moglie Marita.

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La conferma è arrivata da Chi l’ha visto: quei coltellini, Marita Comi, li aveva effettivamente portati in carcere. A confermarlo alla trasmissione è Claudio Salvagni, l’avvocato di Massimo Bossetti.

Il presunto assassino di Yara avrebbe invitato sua moglie Marita Comi a buttare dei coltellini che la donna aveva ritrovato in casa, coltellini che non erano stati ritrovati dagli investigatori. Dalle intercettazioni risultava che Marita Comi dicesse a suo marito di aver portato due coltellini in borsa, proprio lì, in carcere e l’uomo la invitata a gettarli. Gli inviati di Chi l’ha visto avevano chiesto spiegazioni al pm Letizia Ruggeri, e al procuratore di Bergamo. Entrambi avevano scelto la via del silenzio.

Ora però il quadro pare farsi più chiaro: Marita arriva in carcere a Bergamo. E’ il mese di luglio, Marita Comi entra dal cancello e ha due borse, la sua personale e quella in cui porta il cambio al marito. Quando esce nel cortile che porta alla sala degli incontri non ha più le due borse. Marita Comi a questo punto è stata perquisita e non ha più le due borse. Una è destinata al marito e sarà controllata l’altra resta nell’armadietto.

La trasmissione più volte aveva parlato dell’eventualità che Marita Comi avesse i coltellini portato in carcere.

La Comi dice a Bossetti, che in casa avrebbe già trovato altri due coltelli oltre a quelli già sequestrati dagli investigatori. Bossetti però suggerisce alla donna di buttarli via e, pare che al moglie abbia obbedito.

L’avvocato Claudio Salvagni infatti ritiene che Marita Comi si sia disfatta di quei coltelli ritenendo che potessero aggravare la situazione del marito, ad oggi unico indagato dell’omicidio della ginnasta Yara Gambirasio: secondo l’avvocato, naturalmente, la mossa non significa comunque che sia una implicita ammissione di colpevolezza.

La tredicenne Yara Gambirasio, quella terribile sera di novembre di 5 anni fa venne ferita in vari punti con una lama sottile e poco profonda: l’arma del delitto però non è mai stata ritrovata.