Marilyn Manson confessa le sue particolari abitudini sessuali: “Solamente al buio e con le mutande addosso!”

Marilyn Manson è cambiato: un tempo, all’apice del successo, uno dei suoi soprannomi principali era “God Of F*ck”. Oggi invece confessa in una lunga intervista che molte sue abitudini sono cambiate: niente più assenzio, molta palestra e sesso molto tranquillo.

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In una lunga intervista al settimanale Rolling Stone, Marilyn Manson si confessa.

Un’intervista in cui il cantante affronta vari temi ma sicuramente, quello che più degli altri ha attirato l’attenzione del pubblico è quello del sesso.

“Innanzi tutto, le luci devono essere spente. Nonostante quel che pensiate, sono un tipo molto timido. 
Poi, non mi piace togliermi le mutande. Le tiro giù, ma non le tolgo mai. Ho la paura continua che la casa vada a fuoco, e non voglio essere costretto a correre in strada nudo”.

Manson confessa di avere molti tabù e fobie. Manie che probabilmente hanno molti di noi ma che non ci si aspetterebbe da un personaggio come Manson.

“La verità è che non mi piace entrare in intimità con le persone. Avrò fatto la doccia con una ragazza al massimo un paio di volte nella vita, e con la luce spenta. Inoltre ho paura delle vasche da bagno, forse perchè mia mamma mi faceva il bagno da bambino e mi ricordo che non mi piaceva”.

Ed effettivamente, chi si aspettava chissà quali segreti da una rock star coem manson forse sarà rimasto deluso, eppure, in un’epoca in cui tutti si vantano di quanto estreme siano le loro attività sotto le coperta, questa sorta di “normalità” è la cosa più anormale che Manson possa fare.

Marilyn Manson, pseudonimo di Brian Hugh Warner, è nato a Canton il 5 gennaio 1969.

Il suo nome d’arte è stato creato accostando due icone culturali americane degli anni sessanta – il nome dell’attrice Marilyn Monroe con il cognome del serial killer Charles Manson. Obiettivo: sottolineare la bizzarra dicotomia della società americana come una critica e contemporaneamente elogiativa stima nei confronti degli Stati Uniti e della loro cultura. Da una parte la femminilità dell’attrice e dall’altra la follia di Manson, responsabile della strage nella villa di Roman Polansky.