Marijuana di Stato, a scopo terapeutico, prodotta dall’Esercito

Potrebbe accadere in Italia: via libera alla marijuana. Il via libera è stato dato dai ministri della Difesa e della Salute Roberta Pinotti e Beatrice Lorenzin, dopo varie polemiche e rallentamenti.

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L’istituto farmaceutico militare di Firenze, (secondo quanto riporta un noto quotidiano nazionale) potrebbe produrre i farmaci derivati dalla marijuana e, ad occuparsi di questa produzione sarà l’Esercito. In particolare l’Istituto farmaceutico militare che ha sede a Firenze. Lo stabilimento, nato con l’obiettivo di produrre farmaci per il mondo militare, ha infatti esteso la sua attività anche al settore civile.

Attualmente la marijuana terapeutica viene importata dall’estero. La cannabis cura i sintomi di numerose e gravi malattie neurologiche. La marijuana viene usata principalmente nella terapia del dolore. Da anni se ne conoscono le proprietà mediche. Soprattutto all’estero, dove i pazienti che ne traggono beneficio sono decine di migliaia. In Italia ci sono invece ritardi. Eppure la prima legge che autorizza l’uso terapeutico della marijuana risale al 1990. L’ultima al 2007. Negli ultimi anni quattro regioni, Puglia, Emilia Romagna, Veneto e Toscana, hanno disciplinato il settore con delibere che garantiscono la copertura finanziaria per l’approvvigionamento dei farmaci. Tuttavia, anche in queste regioni, è molto complicato farsi prescrivere da un medico e quindi riuscire ad ottenere da una farmacia ospedaliera il farmaco a baso di cannabinoidi.

Ed intanto, negli Usa stanno aprendo i primi negozi legalizzzati a vendere marijuana. I pochi rivenditori ai quali è stata finora concessa la licenza sono stati avvisati nel cuore della notte di lunedì con una e-mail nella quale si diceva che avrebbero potuto iniziare la vendita, lasciando coì loro solo poche ore per riempire gli scaffali con la merce. 

Solo una ventina le licenze concesse – Dopo il referendum che nel novembre 2012 ha dato il via libera alla legalizzazione della marijuana per scopi ricreativi, lo stato di Washington ha ricevuto 334 richieste di licenze, ma solo pochi candidati, una ventina, sono stati giudicati idonei ad iniziare la vendita. E per questo, molti prevedono che il loro “debutto” sul mercato sarà caratterizzato da prezzi alti, lunghe file e rapido esaurimento delle scorte. A Seattle al momento aprirà un solo shop, chiamato ‘Cannabis City’.

Emanuela Bertolone.