Mannarino è stato rilasciato: ecco la sua Testimonianza

Rilasciato Alessandro Mannarino, il cantante romano arrestato  per rissa. “Volevo solo difendere mio fratello e la mia fidanzata “.

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La notizia del suo arresto ad Ostia in seguito a una rissa aveva fatto il giro del web. Oggi il cantante romano Alessandro Mannarino è già tornato a casa. La polizia lo ha rilasciato, per il sollievo dei suoi fan che subito dopo la cattura avevano manifestato sui social network chiedendone la scarcerazione.

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È lo stesso Alessandro Mannarino a tornare sull’episodio del  suo  arresto attraverso una nota diffusa dal suo ufficio stampa:

“Stavamo festeggiando il diciottesimo compleanno di mia sorella in un locale a Ostia e, dopo essermi allontanato per qualche minuto dalla festa, per cercare lì vicino un albergo dove far dormire i miei fratelli, mi accorgo – al mio ritorno nel club – che era in corso uno screzio tra mio fratello e degli estranei, non invitati e che oltre ad essersi intrufolati avevano importunato, con proposte oscene, mia sorella”.

“Al mio arrivo – continua Alessandro Mannarino – erano già intervenute le forze dell’ordine, sedando in prima battuta gli animi e,  mentre parlavo con gli agenti   – quando tutto sembrava ormai essersi risolto –   sento le urla della mia ragazza che implorava, gridando ripetutamente ‘vi prego fermatevi’. La mia ragazza e mio fratello erano a circa 300 metri dal locale quindi mi precipito verso di loro e nel frangente osservo mio fratello cadere rovinosamente in terra colpito dai  pugni sferrati violentemente dal branco che continuava a pestarlo”.

“Vicino a lui c’era la mia ragazza con il viso grondante di sangue e con una profonda ferita all’occhio – è la drammatica testimonianza di Alessandro Mannarino – Arrivato finalmente da lei, vengo immediatamente afferrato, cinto alle spalle e strattonato via. Io ovviamente reagisco non comprendendo immediatamente che si trattasse dello stesso personale di Polizia con il quale stavo parlando poco prima e che mi aveva seguito, anche loro allarmati dalle urla. Cercando inutilmente di divincolarmi, per soccorrere mio fratello e la mia fidanzata, devo aver consumato involontariamente una resistenza a pubblico ufficiale”.

“Ovviamente questo – precisa Alessandro Mannarino – non era nelle mie intenzioni e tanto meno fa parte del mio carattere. Mio fratello urlava che gli aggressori erano gli stessi del locale e li indicava alle forze dell’ordine mentre questi riuscivano a darsi alla fuga. Solo uno di loro è stato rintracciato e arrestato. Da quel momento non vedo più la mia ragazza e comincio a chiedere di soccorrerla, col timore che -invece- lasciata sul posto, non solo rimanesse priva di assistenza medica ma, peggio, potesse di nuovo diventare oggetto di violenze da parte di quegli aggressori”.

“In quei frangenti – prosegue Alessandro Mannarino – ho urlato e fatto di tutto per cercare di raggiungere le due persone a me care. Sono stati attimi dove i miei pensieri erano molto confusi, ero caduto nel terrore, preso dall’ansia e dall’agitazione per le condizioni di salute di mio fratello e della mia fidanzata col viso pesto di sangue. Non mi sono reso conto che dovevo fidarmi dell’operato della Polizia e quindi senza rendermi conto della gravità del mio gesto ho opposto loro resistenza, anche con frasi dettate esclusivamente dall’esagitazione del momento”.

Guarda cosa accadde oggi.

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