Dieta degli insetti, l'alimentazione del futuro

Cosa mangeremo in futuro? Lo scopriremo seguendo la dieta degli insetti

Pensare di seguire la dieta degli insetti ci fa ribrezzo? Eppure pare che in futuro sarà il nostro ABC a tavola, nonostante bruchi e cavallette sia meglio vederli nei prati che nei piatti.

Cavallette, grilli, formiche, locuste, bruchi a tavola, saranno i protagonisti della dieta degli insetti.

L’idea è disgustosa? Senza dubbio, eppure i vantaggi sono molteplici. Gli insetti, infatti, sono nutrienti, facilmente reperibili, green perché producono poche emissioni nocive, poco costosi, utili perché possono essere usati per decomporre i rifiuti.

E’ la Fao a rivelarlo nel rapporto “Insetti commestibili: prospettive future per la sicurezza alimentare e per il foraggio animale”.

Sulle tavole di Asia, Africa e America Latina sono almeno 1.900 le specie attualmente consumate. Una risorsa che non va sottovalutata considerando che entro il 2050 la popolazione mondiale arriverà a quota 9 miliardi, e il modo più semplice per sfamare tutti sarebbe mangiando più insetti.

Il risparmio è notevole, sia dal punto di vista economico che ambientale, se si pensa che per produrre un solo chilo di carne di servono almeno 8 kg di vegetali, contro i 2 kg di vegetali che servono per nutrire un chilo di cavallette o locuste.

L’aumento costante dei prezzi dei prodotti alimentari, la sovrappopolazione e i problemi ambientali sono solo alcuni dei campanelli di allarme che accendono molti riflettori su quella che sarà l’alimentazione umana nei prossimi anni.

Certo, non è facile abituarsi a questo possibile cambio di menù che salverebbe il mondo. Chissà quindi se tra qualche anno larve e simili entreranno a far parte della cultura enogastronomica italiana.

ultimo aggiornamento: 28-10-2014

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