Le mamme italiane sono le più anziane d’Europa: crescono le “primipare attempate”, il motivo

Le mamme italiane sono le più anziane d’Europa: crescono le “primipare attempate”, il motivo

Secondo gli ultimi dati certificati da Eurostat, le mamme italiane sono le più anziane d’Europa: ecco quali sono i motivi.

Una conferma che, a essere onesti, ci aspettavamo: le mamme italiane sono le più anziane d’Europa. Nel Belpaese, si fanno sempre meno figli e, come se non bastasse, l’età media del primo parto si allunga sempre di più. I motivi sono diversi e, soprattutto, sono sotto agli occhi di tutti.

Mamme italiane più anziane d’Europa

Eurostat non ha alcun dubbio: le mamme italiane sono le più anziane d’Europa. Secondo gli ultimi dati, le donne del Belpaese decidono, e sottolineiamo decidono, di mettere al mondo il primo figlio a quasi 32 anni, per essere esatti a a 31,9 anni. Magari, vorrebbero allargare la famiglia con un po’ d’anticipo, ma tra problematiche lavorative e welfare quasi inesistenti, si sentono costrette a rimandare l’evento.

Sia chiaro, rimandare la maternità, con il rischio di non viverla affatto (l’orologio biologico esiste e, nonostante i passi avanti della scienza, non si può ignorare), non è una decisione che riguarda solo le donne italiane. Secondo Eurostat, anche in Francia e in Scandinavia si registra un maggior numero di “primipare attempate”.

Questo significa che è in atto un vero e proprio cambiamento culturale che mette in discussione il modello della famiglia tradizionale. Le donne, non essendo più relegate esclusivamente al ruolo di madri e “governanti”, pensano a prima ad assicurarsi una stabilità economica e lavorativa.

Perché le mamme italiane sono le più anziane

Negli anni Novanta, le donne italiane diventavano mamme a 29,1 anni, nel 2023 a 31,6 e nel 2026 a 31,9: questo innalzamento dell’età dimostra che il fenomeno non si arresta, anzi. Basti pensare che oggi, una donna su tre decide di affrontare la prima gravidanza dopo i 35 anni.

I motivi sono diversi, ma potremmo tradurli con una sola espressione: mancato sostegno. Il lavoro è precario e quando si ha la fortuna di trovarne uno si rischia di dover firmare strani contratti con clausole su figli e sul desiderio di averne altri. Per non parlare dei pochi posti disponibili negli asilo nido e delle difficoltà che si incontrano quando si vuole acquistare una casa.

Insomma, in Italia mancano politiche concrete a sostegno delle mamme lavoratrici e tra precarietà lavorativa, carriere difficili e welfare pressoché inesistente, si fa presto a dire “primipare attempate”.