Luca Toni parla del figlio Mattia morto ancora prima di nascere

Nel 2012 il loro bambino Mattia se n’è andato prima di venire alla luce, ora Luca Toni parla di quanto è stata forte sua moglie Marta

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Un bambino mai nato è un dolore che non si può spiegare, era successo a Luca Toni e alla moglie Marta Cecchetto nel 2012, quando, quello che doveva essere il loro primogenito, Mattia, non è mai nato. Un dolore enorme, riparato in parte, dalla nascita di due nuovi bambini, Bianca nel 2013 e Leonardo nel 2014.

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Luca Toni, campione del mondo nel 2006, rompe il silenzio sul suo piccolo Mattia, dopo anni e racconta la sua esperienza alla Gazzetta dello Sport. Dopo la tragedia, infatti, Luca Toni aveva chiesto riservatezza e silenzio con un comunicato.

“Quello che doveva essere il giorno più bello della nostra vita si è trasformato nel peggiore. Il nostro bambino ci ha lasciato prima di vedere la luce. Chiediamo a tutti comprensione e silenzio nel grande dolore che deve essere solo mio e di Marta.”

Dopo tre anni e due nuovi bambini da amare, Luca Toni decide di raccontare la triste storia vissuta da lui e dalla moglie Marta, modella, che avrebbe dovuto partorire a Modena, ma fu trasferita a Torino a causa del terremoto che provocò danni all’ospedale.

“Ce lo dica, dottoressa: ce lo dica”. Ci guardavano tutti senza avere il coraggio di parlare, e quegli occhi me li ricorderò finché campo. “Proviamo a cambiare macchina, magari questa non funziona bene”, ci avevano appena detto. No: era il cuore di Mattia, così doveva chiamarsi il nostro primo figlio, che non aveva più funzionato. “Ha smesso di battere ieri”: un terremoto dentro molto più forte di quello che ci aveva fatto spostare la sede del parto da Modena a Torino”

La moglie Marta è stata colei che ha dato alla coppia la forza di rialzarsi. La donna non si è fatta abbattere e ha voluto essere per Luca Toni e per tutti i genitori un esempio di amore e di forza. Nei due anni successivi ha dato alla luce Bianca e Leonardo, che ora riempiono di gioia le giornate del calciatore e della modella.

“Quello che Marta mi ha insegnato nei giorni successivi non ha prezzo, lì ho capito davvero quanto è forte la donna con cui sto: “Mi sistemo e ne facciamo subito un altro”, mi ha detto, e tre mesi dopo era incinta di nuovo, alla faccia di quelli che ci vedevano come genitori testimonial di bimbi mai nati. E se io e lei non fossimo così uguali nel detestare il piangersi addosso, se ci fossimo buttati giù, forse Bianca e Leonardo non sarebbero mai arrivati: questo sì che possiamo insegnarlo”