Lory Del Santo racconta come ha superato la morte del figlio

Intervistata da Libero, Lory Del Santo ha raccontato di come ha superato la morte del figlio Conor avvenuta nel 1991 a New York

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La showgirl e attrice Lory Del Santo, intervistata da Libero, ha raccontato di come è riuscita a superare, in qualche modo, la morte del figlio Conor, avvenuta nel 1991 a New York. Il bambino, figlio di Lory e del celebre chitarrista Eric Clapton, cadde da una finestra di un appartamento in un grattacielo di New York. In casa erano presenti Lory e una tata. Da allora la vita della Del Santo è cambiata per sempre.

Lory Del Santo e la morte di suo figlio: un dolore senza fine

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A Libero, la Del Santo ha raccontato i primi istanti successivi alla morte del bambino, di soli 5 anni: “Con un concetto: qual è l’ alternativa? L’ho capito all’istante. Era appena caduto ed ero lì. Mi sono accasciata al pavimento e già lì dopo tre secondi ho pensato: o supero questa cosa o non c’ è altra alternativa che fare la stessa fine. Buttarsi. Tornare indietro è impossibile, devi trovare una luce che ti porta avanti. Ho una vita sola”.

In diverse occasioni la showgirl ha anche raccontato di voler adottare un bambino, pur riuscendo solo con fatica a parlare del figlio tragicamente scomparso.

L’intervista si è poi spostata su temi più leggeri, come l’assiduo corteggiamento da parte dell’ex calciatore Fabio Galante: “Se uno ci prova così tanto tempo, è giusto che abbia un premio. Una volta è successo, e ha dato il massimo di sé, anche con figurazioni. Di qua di là, si è dato da fare nelle posizioni. Ho apprezzato questo “lavoro” di coreografia, questa sua determinazione a creare un… Avvenimento. Il premio se l’ è meritato”.

La Del Santo ha anche parlato della passionalità del suo nuovo e giovanissimo fidanzato, Marco Cucolo: “Per lui un divano, un materasso sgualcito o sudato non contano. A Pechino eravamo in situazioni tremende e lui ci provava, metteva la mano. Ma come gli viene in mente? La trasmissione mi ha sempre incuriosito. Ma ho sottovalutato la difficoltà. Lo stress di non essere eliminata mi creava una psicosi: non dormivo la notte”.

FONTE FOTO: FACEBOOK