A Londra una statua in ricordo di Amy Winehouse

Una statua a grandezza naturale di Amy Winehouse è stata svelata a Londra, in occasione di quello che sarebbe stato il suo 31esimo compleanno.

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Nel suo amato quartiere di Camden Town, nella zona nord di Londra, è stata svelata ieri la statua di Amy Winehouse. La scultura ritrae l’artista con la sua abituale pettinatura ad alveare.

A grandezza naturale, la ritrae come ce la ricordiamo, con una delle sue ormai iconiche pettinature, la mano sul fianco, senza alcuna posa eroica, ma con un vestitino addosso e un fiore tra i capelli. L’artista Scott Eaton ha commentato che voleva comunicare proprio questo, «Il carattere e la forza» della cantante e insieme «suggerire anche la sua insicurezza».

Da ieri sarà uno dei segni di Camden, forse diventerà come altre statue di artisti, come quella di Jim Morrison a Père-Lachaise (morto anche lui alla -fatidica- età dei “27”), come John Lennon, una di quelle ai cui piedi i fan lasciano fiori, dediche, bigliettini, e di certo da oggi sarà un landmark, un “luogo da visitare” anche per chi forse di lei non saprà molto, ma per sempre là, a pochi passi da dove la cantante ha sempre abitato, proprio davanti agli Stable Market di Camden.

 

«Amava questo posto», dice il padre, Mitch Winehouse, intervenuto con la madre della cantante Janice in piazza a Camden per l’inaugurazione, e commenta che per Amy è stata fatta un’eccezione.

Di solito non vengono autorizzate statue commemorative prima dei vent’anni dalla scomparsa di un artista. In questo caso ne sono passati solo tre e la memoria delle “leonessa” è più viva che mai. Oggi i fan ricordano il suo compleanno postando foto e commenti e canzoni su tutti i social.



”È come fermare il tempo per lei in un bel momento” e “speriamo davvero che ai fan di Amy piacerà la statua”, ha proseguito il padre. Amy Winehouse è morta tre anni fa dopo avere lottato contro l’abuso di alcol e droga. La sua famiglia ha istituito una fondazione per aiutare i giovani a combattere contro problemi simili.

Emanuela Bertolone.