Lo zoo più triste del mondo è in un centro commerciale in Cina

E’ stato ribattezzato “uno dei più tristi zoo del mondo”, qualcuno lo ritiene addirittura “il peggiore”: ecco tutto quello che non sapete di questa struttura

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Avete mai pensato come potreste stare rinchiusi in uno spazio senza luce naturale notte e giorno, dietro ad un vetro mentre tutti vi guardano vivere la vostra quotidianità? E’ questo quanto accade agli animali ospiti dello zoo definito dalla Stampa internazionale “più triste del mondo”.

In particolare questa è la triste sorte che è toccata a un orso bianco, costretto a passare le giornate in un luogo angusto dentro a un centro commerciale di Guangzhou, in Cina.

La petizione

L’associazione Animal Asia ha denunciato le pessime condizioni di vita dell’animale, che accoglie e allieta le compere della gente con una straziante espressione di impotenza e disagio.

Nell’enorme acquario costruito all’interno del centro commerciale, insieme all’orso ci sono altre specie rare di animali, nonché pesci ormai senza vita: Animal Asia ha dunque denunciato i proprietari per maltrattamento e lanciato una petizione che già vanta 13 mila firme.

Lo scopo è accendere i riflettori su questo disdicevole “svago” per acquirenti distratti, che non si fanno problemi a fotografare gli oppressi animali del centro subito dopo l’apertura nel gennaio 2016.

La campagna internazionale lanciata su Facebook ha raggiunto 150.000 internauti, cifra che ha toccato il mezzo milione su Weibo – il popolare sito cinese di microblogging.  La vicenda è stata poi trainata dalle denunce del Washington Post, di Inside Edition e del South China Morning Post, raggiungendo milioni di persone in tutto il mondo.
Situato all’interno di un centro commerciale, lo “zoo” detiene due orsi bianchi – in realtà si tratta molto probabilmente di esemplari ibridi nati dall’incrocio di un orso polare e di un orso bruno –  cinque cuccioli di tricheco, sei giovani balene beluga e due lupi artici, tutti miseramente reclusi in  spazi angusti e inadeguati.

Dave Neale, responsabile Animal Welfare di Animals Asia, sottolinea:

“Abbiamo denunciato questa orribile crudeltà in occasione dell’apertura ufficiale della struttura. Quella che avevano sperato fosse una partenza con il botto, si è rivelata gravida di spiacevoli conseguenze. Le accuse internazionali hanno avuto riverbero anche in Cina, e i social media hanno fatto sentire la propria voce”. 

Fonte Foto: Pixabay