Litigare con i figli: secondo Daniele Novara le urla non servono

Daniele Novara, nel libro “Urlare non serve a nulla”, spiega: “Imparare a litigare bene con i nostri figli li aiuterà a diventare uomini e donne competenti, in grado di affrontare con successo le sfide e la complessità del futuro che ci attende”

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Molto spesso può capitare che, tra lo stress e la mancanza di tempo, si alzi la voce con i propri figli. Esasperati dai capricci di bimbi “tirannici” o di adolescenti perennemente “contro”, nel tentativo di farsi dare credito, si assumono comportamenti aggressivi ed impositivi, che non generano risoluzione, ma solo frustrazione. A spiegarlo e a proporre strategie più efficaci per farsi comprendere dai propri figli in modo costruttivo, aiutandoli a diventare adulti maturi e autonomi, è il nuovo libro “Urlare non serve a nulla” (edizioni BUR). In libreria da ottobre, è scritto da Daniele Novara, uno dei maggiori pedagogisti italiani e autore del bestseller “Litigare fa bene”.

“In un certo senso sono aumentati anche per motivi culturali. Prima, fino agli anni Settanta del secolo scorso non c’era molto spazio per il conflitto: il genitore comandava e i figli ubbidivano -dice Novara-. Ora invece i genitori apprezzano i figli che prendono posizione e discutono, che “ci sanno fare” verbalmente. Però c’è il rovescio della medaglia: prima o poi i figli finiscono con rispondere, anche male, ai genitori, lasciandoli spesso interdetti da tanta “competenza”.

Ed ecco che, nei padri e nelle madri, si riattivano i miti educativi del passato:

“Tu devi obbedirmi! Comando io! Non osare rispondermi in quel modo!” Ma i bambini non sono cambiati, piuttosto quella che si è davvero modificata è la modalità dei figli di stare nella relazione con mamma e papà. Concetti come obbedienza, remissività, docilità, correzione, creano aspettative genitoriali che non funzionano più, e attivano meccanismi di muro contro muro inefficaci. Non si tratta di far vincere o perdere i figli non è una gara”.

I figli, almeno fino circa ai 9 anni, non vogliono litigare con i propri genitori, hanno una modalità di pensiero peculiare diversa da quella adulta, e quello a cui ambiscono è adeguarsi alle richieste e alle aspettative di mamma e papà. In questo senso i conflitti con i bambini durante l’infanzia nascono sempre e soprattutto da una confusione interna al bambino, che non riceve input abbastanza semplici e chiari su quello che il genitore si aspetta da lui.

L’autore è convinto che con i figli sia importante imparare a litigare bene. Il conflitto può essere un’occasione preziosa di crescita personale e di evoluzione relazionale per tutti, grandi e piccoli. Noi cresciamo insieme ai nostri figli: se vogliamo che il nostro rapporto con loro si sviluppi sulle basi della fiducia reciproca, dell’affetto, del rispetto delle rispettive individualità, dovremo imparare ad affrontare efficacemente i momenti di crisi, di cambiamento, le normali fasi della trasformazione reciproca. Le relazioni vitali sono sempre conflittuali.

Imparare a litigare bene con i nostri figli li aiuterà a diventare uomini e donne competenti, in grado di affrontare con successo le sfide e la complessità del futuro che ci attende.