Troppa sedentarietà: il male che affligge gli italiani

5 errori da evitare in palestra

Pigrizia, inattività, sedentarietà, dipendenza dagli apparecchi tecnologici, apatia: questo e molto altro fanno parte della vita quotidiana degli italiani da troppo tempo.

Meglio un pò di sano sport o tablet, smartphone, pc e tv? L’Italia non ha dubbi: sceglie la seconda opzione! Il dolce far niente e la sedentarietà hanno travolto gli italiani rendendoli  individui estremamente pigri.

A lanciare l’allarme sono i nostri medici sportivi. Secondo quanto emerso dal XXXIV Congresso Nazionale della Federazione Medico Sportiva italiana (Fmsi) ancora in corso a Catania, “Sedentarietà:una nuova patologia”la sedentarietà è ormai una vera e propria epidemia che ha raggiunto dimensioni impressionanti in Italia: siamo al 17° posto tra i paesi più apatici al mondo con un indice di inattività del 54, 7%.

La Fmsi ha perciò rivolto un appello al ministro della Salute Beatrice Lorenzin affinché riconosca alla sedentarietà lo status di patologia. Anche se è risaputo che fare movimentoallunga di molto la vita, in Italia sembra essere una cosa secondaria.

Diversi studi hanno ormai dimostrato che la sedentarietà riduce la neuroplasticità e le dimensioni dell’ippocampo, oltre a favorire l’invecchiamento dei telomeri. L’attività fisica, favorisce al contrario un effetto neuroprotettivo, con risultati di apprendimento migliorati. Ecco perché rimane fortemente indicato pure in terza età.

Leggi anche: Muoviti a ritmo di bokwa e divertiti a suon di… fitness

Il movimento fisico è, insieme alla corretta alimentazione, uno dei garanti del benessere individuale. E va prescritto come terapia, al pari di un farmaco, nella giusta dose individuale, dove la sedentarietà deve essere riconosciuta come patologia.

La Federazione in merito afferma:

“Per tutti questi motivi il messaggio scientifico che vuole arrivare al Ministero della Salute è di procedere insieme alla Fmsi su un percorso ormai necessario e non dilazionabile per la salute di tutti i cittadini, percorso che vede il riconoscimento della sedentarietà come patologia all’interno del Servizio Sanitario Nazionale. Un cammino di grande lungimiranza e mai tracciato prima al mondo, che avrà positivi risvolti anche sulla politica economico-sanitaria del Paese. Auspichiamo che il messaggio venga raccolto da un Ministro della Salute, quale Beatrice Lorenzin, innovativa e attenta alle problematiche della società moderna”.

Inquadrare la sedentarietà come una patologia vera e propria permetterà anche di intervenire dal punto di vista dei costi socio-sanitari, riducendo così il carico totale.

Se ti è piaciuta la notizia, condividila sui social!

ultimo aggiornamento: 23-10-2014

Licia De Pasquale

Per favore attiva Java Script[ ? ]