LILT FOR WOMEN – Campagna Nastro Rosa & “Stati Generali del Volontariato”

Alla presenza delle Istituzioni e di oltre 500 volontari rappresentanti delle 106 sezioni provinciali, è stata presentata la XXIII edizione di LILT for Women – Campagna Nastro Rosa e gli “Stati Generali del Volontariato” della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (LILT).

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E se prima era “ottobre” il mese dedicato alla prevenzione, adesso alcune sezioni LILT protraggono le visite fino a gennaio, a dimostrazione del successo di questa iniziativa. Il Presidente della LILT, Prof. Francesco Schittulli, ha aperto la conferenza stampa di presentazione ribadendo l’impegno delle sezioni provinciali che sono riuscite a penetrare nel tessuto sociale, sensibilizzando la popolazione di tutto il territorio nazionale su una tematica importante, e al tempo stesso delicata, come quella della prevenzione dei tumori al seno.

E se da un lato vengono stimati 48.000 nuovi casi di cancro al seno, dall’altro si assiste a un 78% certo di guaribilitá. “Potremmo arrivare a oltre il 98%, se mettessimo in atto tutti gli strumenti a nostra disposizione. Un forte impegno da parte del Ministero della Salute è quello di implementare le campagne di screening, auspicando un maggior coinvolgimento anche delle giovani donne” dichiara il Presidente, pur precisando che tra il Nord e il Sud sussiste una dicotomia, per quanto riguarda partecipazione attiva, qualità dei servizi offerti e tempi di attesa, a svantaggio delle situazioni meridionali.

“Il nostro impegno, come LILT, è quello di consigliare a ogni donna di effettuare la mammografia annualmente a partire dai 40 anni: abbiamo un 35% di cancri al seno al di sotto dei 45-50 anni, e questo dato dimostra l’efficacia di una diagnostica strumentale sempre più precisa, attenta e sofisticata rispetto a ieri. Questo ulteriore elemento ci consente di individuare lesioni minimali di pochi millimetri: quando un tumore alla mammella diagnosticato è di pochi millimetri, infatti, l’aggressività è molto bassa, l’indice di validità trascurabile, e il processo di metastatizzazione pressoché nullo” continua il Prof. Schittulli, sottolinenando la necessità di raggiungere un numero sempre maggiore di donne, al fine di evitare che venga deturpato un organo, quello del seno, simbolo ed essenza stessa della femminilità. “A partire da queste considerazioni dobbiamo svolgere un’attenta , anche nuova, azione di sensibilizzazione rivolta soprattutto alle ragazze a partire dai 16/18 anni affinché acquisiscano quella confidenza, conoscenza con il proprio seno tale da allontanare sempre più lo spettro di questa malattia” conclude il Presidente.

La Testimonial di LILT for Women – Campagna Nastro Rosa è Anna Tatangelo, la quale è intervenuta in conferenza stampa dichiarando di volersi impegnare in un lavoro di comunicazione rivolto, soprattutto, alle giovani donne attraverso i social, in modo semplice e diretto. “Sono felicissima che la LILT mi abbia scelto come testimonial, per me è un onore visto che nel corso degli anni, da quando avevo 15 a oggi, che ne ho 28, ho sempre cantato canzoni rivolte alle giovani donne, perché il mio pubblico è formato prevalentemente da loro, parlandogli di anoressia, violenza sulle donne e argomenti che le riguardavano”, aggiunge la Tatangelo, chiarendo che parlare di prevenzione sia il modo migliore per evitare che le giovani vengano impaurite da un problema come il cancro al seno.

La Tatangelo ha, inoltre, lanciato la proposta di organizzare un tour che giri per le scuole d’Italia, informando i giovani sui corretti stili di vita, a partire dal ruolo chiave dell’alimentazione, da adottare per preservare il bene primario della salute.

Alla conferenza e ai lavori degli Stati Generali del Volontariato hanno partecipato autorevoli esponenti del mondo delle Istituzioni e dell’associazionismo, laico e cattolico. Sono intervenuti: Giovanna Boda (Direttore Generale per lo studente, l’integrazione, la partecipazione e la comunicazione /Miur), Patrizia Ravaioli (Direttore Generale Croce Rossa Italiana), Mons. P. Augusto Chendi (Sottosegretario del Pontificio Consiglio per gli Operatori Sanitari), Antonio Spataro (Direttore Sanitario Istituto di Medicina e Scienza dello Sport, CONI), Giuseppe Viggiano (Direttore Generale Vigilanza Enti e Sicurezza Cure, Ministero della Salute).

Ha concluso i lavori il Ministro della Salute, On. Beatrice Lorenzin, che si è subito rivolta ai volontari LILT, ringraziandoli per il loro impegno costante nell’accompagnamento e affiancamento di chi vive l’esperienza del cancro. “Vi ho incontrato nelle strade, nei laboratori, nelle corsie degli ospedali, nei momenti difficili quando una donna fa la chemio, insieme ai parenti, nella vita personale. Una cosa è vera: l’assistenza sanitaria in Italia non sarebbe quella che è oggi senza i volontari” dichiara il Ministro. ” La componente umana e psicologica è parte fondante del processo di guarigione, e i lavori che fanno i volontari è una delle specificità del nostro Paese. La LILT è riuscita a unire la parte umana alla ricerca scientifica, assistenza sanitaria e capacità d’intervento”, un lavoro così prezioso, quello dei volontari , “al quale ” – aggiunge il ministro – “non saprei dare un peso specifico da un punto di vista economico”. “La lotta contro il cancro è una lotta quotidiana, che non è mai vinta, ma abbiamo assistito anche a un incremento dei casi di guarigione. Quarant’anni fa si moriva di cancro alla mammella, oggi di cancro alla mammella si guarisce. Ma si guarisce se si fa prevenzione, con gli screening, se c’è educazione alla cultura della prevenzione, a partire dagli stili di vita”, sottolineando il ruolo della LILT in quelle regioni d’Italia in cui l’attività di informazione e sensibilizzazione è ancora carente. Il ministro ha concluso parlando del decreto sull’appropriatezza prescrittiva che ha suscitato molte polemiche negli ultimi giorni. L’appropriatezza, come sostiene l’on. Lorenzin, è “semplicemente fare quello che va fatto”, evitando tutta una serie di esami – per quanto riguarda la diagnostica – che non dovrebbero nemmeno essere prescritti dai medici. Con una manovra del genere, sottolinea il ministro, si recupererebbero infatti – nel medio e lungo periodo – ben 13 miliardi di euro che potrebbero essere investiti in screening, prevenzione, personale sanitario, ricerca scientifica, e così via.