Lettera del bambino morto ai genitori: “Grazie”

La lettera del bambino morto, Leland Shoemake, ai genitori, ha commosso il web: lo ha ucciso un’infezione rarissima

chiudi

Caricamento Player...

“Grazie di tutto, sarò sempre con voi”. Queste le parole scritte sulla lettera del bambino morto in Georgia negli scorsi giorni.  Leland Shoemake è stato colpito da un grave infezione rarissima, l’encefalite amebica granulomatosa, che lo ha portato via in meno di un mese. Quando i genitori Amber e Tim lo hanno portato all’ospedale nella speranza di poterlo curare non avrebbero mai immaginato cosa aveva preparato per loro il piccolo Leland. Al ritorno a casa, dopo la tragica morte del piccolo, infatti, i genitori hanno trovato sul tavolo del salotto una letterina di Leland con le dolci parole di addio.

Un ricordo, un gesto di estremo amore, che mamma Amber ha voluto condividere con il mondo pubblicando una foto su Facebook, che è stata poi condivisa migliaia di volte a sostegno della famiglia in questo triste momento. “Eravamo tornati a casa con Tim per prendere i vestitini con cui Leland sarebbe stato seppellito, ed abbiamo trovato questa nel tavolo del salotto. Non abbiamo idea di quando l’abbia scritto, ma quello che posso dire è che lui è stato sempre un bambino speciale. Avrebbe potuto fare grandi cose in questo mondo. Nessuno dovrebbe mai seppellire un bambino. Ho sempre detto che speravo di morire io per prima: non credo di essere abbastanza forte per gestire una cosa del genere. Ancora non mi sembra vero. Ti amerò per sempre Leland. Dormi bene e non lasciare che le cimici ti mordano”.

L’infezione che ha colpito Leland è rarissima, al mondo ne sono stati registrati 100 casi e finora solo due persone sono sopravvissute dopo averla avuta. La mamma usa Facebook per ricordarlo e parlare di lui, Leland, il figlio tanto desiderato che le è stato portato via. “Ero protettiva con Leland e ho fatto del mio meglio per tenerlo al sicuro. La cosa che amava di più era giocare nella polvere. Non avrei mai immaginato che sarebbe stato quello a portarlo via da me. Lui era il mio mondo. Mi ha reso madre. Abbiamo lottato così duramente per averlo. Era un bambino prematuro, ma è venuto fuori urlando e sano. Era intelligente: conosceva l’abc, i numeri, i colori, le forme e 20 parole da quando aveva un anno. Era il nostro piccolo nerd e questa cosa di lui ci piaceva molto. Amava la scuola e amava imparare. Amava il canale di storia, il canale meteo, i documentari”.