Lele Mora racconta la dura esperienza del carcere

L’ex agente dei vip Lele Mora ha raccontato a Radio Cusano Campus la terribile esperienza del carcere e cosa significa riassaporare la libertà.

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Il famoso ex agente dei vip Lele Mora si è lasciato intervistare da Radio Cusano Campus, a cui ha raccontato la terribile esperienza o vissuta in carcere, nel quale era costretto a vivere in una piccola stanza buia di soli due metri quadrati. Lontano dal mondo che gli ha regalato soldi e fama, Mora ora conduce una vita totalmente diversa, lavora con suo figlio e si gode l’amore della famiglia.

Lele Mora: “In carcere trattato peggio degli animali!”

Lele Mora
FONTE FOTO: facebook.com/LeleMorapaginaufficiale

Lele Mora ha descritto come un inferno il periodo vissuto in carcere: “Ero chiuso in una piccola stanza, ho fatto un anno e mezzo di isolamento, sorvegliato a vista, con divieto d’incontro. Gli animalisti dicono che un animale deve vivere almeno in diciassette mq, io vivevo in due mq, trattato peggio di un animale quindi. Quando tu esci da un posto del genere fai fatica poi ad affrontare la gente, non sai mai come ti vede, come ti valuta. Per fortuna sono cose passate, ora mi godo la mia famiglia che mi dà la gioia di stare bene e di vivere!”

L’ex agente dei vip ha compreso i suoi errori e afferma di non volerli più ripetere: “Ho capito gli errori che ho fatto. Non tutti, perché a volte sono stato accusato di cose che non esistono, ma io so accettare tutto e portare a termine con serena volontà tutto ciò che mi viene imposto dalle pene che mi sono state inflitte. Finalmente è arrivato un momento bello, mi sono stati concessi i giorni di liberazione anticipata ed eccomi qui, libero come il vento, che è la cosa migliore, come Dante Alighieri uscito dall’inferno“. 

Mora contesta solo uno dei reati di cui è stato accusato e per i quali è stato condannato: “Non trovo giusta la pena che mi è stata inflitta. Non ho niente a che vedere con quel processo, che secondo me è più un processo politico che altro. Io prostituzione non ne ho mai fatta, anzi sono sempre stato contrario allo sfruttamento della prostituzione. Lì ho pagato una cosa che non ho fatto”.