Leggete l’etichetta dell’ acqua minerale?

Preferire la bottiglia di vetro, controllare il residuo fisso e i nitrati e variare la tipologia. Questi i consigli dell’esperto. Un mito da sfatare: l’ acqua minerale frizzante non fa ingrassare.

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Noi italiani siamo fra i primi consumatori al mondo di acqua minerale. Ma sappiamo sceglierla davvero? Conosciamo i principali parametri indicati sulle bottiglie?

Per prima cosa, il materiale. Prediligere il vetro è una saggia idea. La plastica, infatti, potrebbe sostare sotto il sole nelle fasi di stoccaggio, trasporto e consegna. Poi c’è l’etichetta.

Un primo occhio deve andare sul residuo fisso.

«Il residuo fisso indica la quantità di sali minerali presenti nell’acqua. Sulla base del valore, espresso in milligrammi per litro, si classificano le acque in quattro diverse categorie», spiega Anna Villarini, biologa nutrizionista  del Dipartimento di Medicina Predittiva e della Prevenzione dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. «Le acque più leggere (residuo fisso non superiore a 50 mg/l) sono le ‘minimamente mineralizzate’, da non preferire regolarmente perché i sali minerali sono utili al nostro organismo. Con un frequente ridotto contenuto di sodio (residuo fisso inferiore a 500 mg/l) anche le ‘oligominerali’, che rappresentano il 50% di quelle in commercio. Le acque minerali con residuo fisso tra 500 e 1500 mg/l hanno un discreto contenuto di sali, e sono ottime per i periodi caldi in cui si suda maggiormente, mentre le ‘ricche di sali minerali’ (residuo fisso superiore a 1500 mg/l) sono acque terapeutiche da acquistare solo se prescritte dal medico curante».

Il secondo sguardo si deve posare su:

«Nitrati e nitriti, un parametro molto importante. Sono sostanze che se presenti in concentrazioni minime non creano problemi e non sono pericolose, ma se assunte in eccesso possono ostacolare il trasporto di ossigeno nel sangue. Nelle acque minerali il dosaggio massimo è di 45 mg/l ma scende a 10 mg/l nel caso di quelle utilizzate per i neonati. Attenzione, quindi, a utilizzare per loro solo acque destinate alla primissima infanzia».

E infine, acqua minerale naturale o gassata?

«Sfatiamo un luogo comune: l’acqua frizzante non fa ingrassare, può solo dilatare momentaneamente lo stomaco. Consiglio però l’utilizzo di acqua addizionata di anidride carbonica nei Paesi dove le condizioni igieniche non sono particolarmente curate».

Il segreto è quello di variare la scelta, come consiglia la Villarini:

«Il trucco è semplice ed è lo stesso che utilizziamo in alimentazione: variare il più possibile. Una sorgente non potrà mai darci tutti gli oligoelementi di cui abbiamo bisogno, quindi più siamo monotematici più rischiamo carenze. Evitiamo di comprare sempre la stessa marca e abituiamoci invece a cambiare con periodicità, imparando a riconoscere il gusto delle diverse acque».