Legalizzazione della cannabis: quando si vota?

Una data potenzialmente storica per la storia della Repubblica Italiana

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Legalizzazione della cannabis: quando si vota? Il 25 Luglio la Camera dei Deputati avrebbe dovuto affrontare l’argomento e si sarebbe votato il giorno dopo. A causa dell’opposizione dei partiti conservatori invece il voto è slittato all’autunno. L’iniziativa è stata sostenuta da ben 218 parlamentari, provenienti sia da schieramenti principalmente di centro e di destra.

Cosa cambierebbe, cosa no

Se il testo fosse approvato così come viene proposto, diventerebbe perfettamente legale per i cittadini italiani maggiorenni possedere all’interno del proprio domicilio un massimo di 15 grammi di cannabis. Si potrebbe portare al di fuori della propria abitazione un massimo di 5 grammi destinato al consumo personale o all’eventuale cessione gratuita a maggiorenni. Rimane ancora proseguibile secondo i termini di legge la vendita di cannabis o più propriamente spaccio, così come sarebbe ancora perseguibile la cessione di cannabis a minorenni.
Attenendosi alle quantità stabilite dal testo di legge sarebbe possibile detenere cannabis senza doverne denunciare il possesso ad alcuna autorità o chiedere permessi.

Rimarrebbe invariato il divieto di fumare in luoghi pubblici o deputati all’accoglimento di pubblico come bar, pub e altri locali. Sarebbe in pratica possibile fumare cannabis soltanto in casa propria o in quella altrui.
La coltivazione sarebbe allo stesso modo resa legale a patto che si coltivino un massimo di 5 piante di cannabis. I frutti del raccolto non potranno in nessun caso essere commercializzati e per segnalare una coltivazione casalinga basterà inviare una comunicazione – non una richiesta di autorizzazione, solo una comunicazione – all’Ufficio Regionale dei Monopoli.

Legalizzazione della cannabis: quando si vota?

Il testo di legge proposto alla Camera è stato stilato da un ampio gruppo di parlamentari appartenenti a diversi schieramenti: 218 firmatari tra cui Movimento Cinque Stelle, Partito Democratico, Sel, Forza Italia. A patrocinare l’iniziativa e a spingere un anno fa perché si cominciasse a stilare il testo fu Benedetto Della Vedova, attualmente sottosegretario agli affari esteri.
Il testo di legge andrà in esame della Camera nuovamente in autunno, e in seguito si procederà al voto, come da prassi normale. Attualmente la legge in vigore in Italia risale all’ormai lontano 1990 e prende il nome di Jervolino e Vassalli.