Legalizzazione cannabis: cosa cambia?

Un eventuale grande passo verso la liberalizzazione delle droghe leggere

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Legalizzazione cannabis: cosa cambia per i consumatori? Sarà forse possibile possedere e trasportare cannabis legalmente, a patto di rispettare i limiti quantitativi imposti dal disegno di legge attualmente al voto alla Camera dei Deputati.

Legalizzazione cannabis: cosa cambia per i consumatori?

Se il disegno di legge dovesse passare così come è stato composto dagli aderenti all’Intergruppo per la legalizzazione della cannabis (fondato nel 2015 su iniziativa di Benedetto Della Vedova, sottosegretario agli affari esteri) i consumatori di cannabis potranno detenere legalmente della droga per consumo personale, cosa che attualmente, essendo in vigore la legge Jervolino – Vassalli del 1990, non è possibile.
I consumatori potranno trasportare un massimo di 5 grammi di cannabis e potranno detenerne in casa propria un massimo di 15.

Permarrebbe il reato di spaccio: anche se la proposta di legge attualmente discussa dovesse essere approvata senza modifiche, non sarebbe permessa in alcun caso la vendita di cannabis, ma soltanto una cessione gratuita.
Tale cessione gratuita sarebbe comunque interdetta ai minorenni: rimarrebbe illegale sia vendere sia cedere cannabis a chi non avesse ancora compiuto 18 anni.
Permarrebbe il divieto di fumare in luoghi pubblici o destinati all’accoglienza di pubblico: sarà possibile in sintesi fumare cannabis soltanto in casa propria o in casa altrui.

Legalizzazione cannabis: cosa cambia per i coltivatori?

La proposta di legge n.3235 prevede che sia resa legale anche la coltivazione di cannabis, anche in questo caso con ferree limitazioni.
Innanzitutto sarà legale coltivare fino a 5 piante di cannabis per uso personale.
La vendita dei frutti del raccolto sarà comunque severamente vietata e la cessione sarà regolamentata come per la cannabis non autoprodotta.
Tutti i coltivatori dovranno comunicare all’Ufficio Regionale dei Monopoli l’esistenza delle proprie piante di cannabis. Non si dovrà attendere il rilascio di alcun permesso e non si dovrà chiedere alcuna autorizzazione: gli Uffici Regionali dei Monopoli terranno semplicemente un registro delle coltivazioni legali.
Questo implica che sarebbe consentita la commercializzazione della cannabis all’interno di un regime monopolistico statale.