Le straordinarie proprietà dei semi di girasole, scudo contro il colesterolo cattivo

Che siano da sgranocchiare o sotto forma d’olio, i semi di girasole garantiscono grandi benefici. Abbassano il colesterolo cattivo e tengono alto il livello di quello buono.

chiudi

Caricamento Player...

E’ da sempre noto che nel sangue sono presenti un colesterolo buono ad alta densità di lipoproteine (HDL) e un colesterolo cattivo a bassa densità (LDL).

Quando LDL supera i valori prestabiliti può provocare malattie cardiache e predisporre agli attacchi di cuore.

Il colesterolo buono, al contrario, se è alto, protegge gli organi e preserva le funzioni cerebrali.

Il colesterolo HDL conserva livelli elevati se consumiamo grassi monoinsaturi, che si trovano per lo più nei seguenti alimenti di origine vegetale: i semi di girasole, le olive, i pistacchi, l’avocado, i semi di zucca e le noci.

I semi di girasole svolgono, in realtà, una doppia funzione: mantengono alto il colesterolo buono e abbassano quello cattivo. Merito dei fitosteroli, che sono grassi vegetali definiti dagli esperti il “colesterolo delle piante”.

Secondo alcuni studi sul tema, il consumo quotidiano di “fitosteroli” assicura la forte riduzione del colesterolo LDL e il mantenimento di quello HDL.

La presenza sufficiente di fitosteroli, oltre ad abbassare il rischio di malattie cardiache, previene alcune forme di tumori e aumenta la capacità del sistema immunitario.

I semi di girasole sono ricchi anche di vitamina D, E e del gruppo B e contengono minerali tra cui il ferro, di magnesio, selenio, cobalto, manganese, zinco e rame.

Grazie a questa composizione, garantiscono l’attività intestinale, alleviano i dolori causati dalle ulcere, prevengono malattie respiratorie, contrastano le emicranie e mantengono le ossa in buona salute.

Il consumo ideale per ottenere tutti questi benefici consiste in due cucchiai al giorno di semi, magari aggiunti nello yogurt, nelle macedonie o nelle insalate.

Alternativa valida è rappresentata dall’olio di semi di girasole.