Le nespole fanno bene alla salute, depurano e placano la fame

Le nespole sono disponibili per pochi mesi all’anno, ma possiamo preparare marmellate e decotti per ottenere sempre i loro benefici dopo lo sport e nella vita di tutti i giorni.

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Dolci, succose e lievemente acidule, le nespole, frutti giapponesi, sono note per i loro benefici.

Sono ricche di tannini, molecole con azione antiossidante che supportano l’attività intestinale. Sono anche ricche di acido citrico, di vitamine del gruppo B, di potassio e magnesio, sostanze utili per chi fa attività sportiva, perché consentono il recupero dei sali minerali. Sono frutti particolarmente indicati nella dieta, poiché danno un senso di sazietà grazie alla fibra solubile in esse contenuta, distendendo le pareti dello stomaco.

Le nespole contengono betacarotene, che oltre a conferirgli il colore arancione, le rendono ricche di proprietà antiossidanti alleate della pelle.

Oltre a regolare l’attività intestinale, sono diuretiche, antinfiammatorie e disintossicanti.

Sono adatte, infine, in caso di febbre come antipiretico naturale.

Le nespole maturano da aprile a giugno e durano poco, ma sono disponibili sul mercato alcuni sciroppi o integratori a base di foglie di nespolo che promuovono ottimi benefici sul fegato, supportano l’attività respiratoria in caso di tosse e allergie, e prevengono le malattie degenerative del cervello.

Si può anche preparare un decotto di nespole, ottimo rimedio per depurarsi. Servono 50 grammi di polpa e bucce da far bollire in 200 ml di acqua per circa 20 minuti. Gli esperti consigliano di berne almeno 3 bicchieri al giorno.

Assai più gustosa è la marmellata, ottenuta con 500 grammi di nespole, 1 mela e 400 grammi di zucchero di canna integrale. Basterà tagliare a pezzettini la frutta, mescolarla con del succo di limone e porla sul fornello a cuocere a fuoco basso insieme allo zucchero. Mescolare con un cucchiaio di legno, finché la marmellata non avrà raggiunto la consistenza desiderata (45 minuti circa). A questo punto, potrà essere trasferita in barattoli di vetro sterilizzati e consumata entro sei mesi.