Le libere donne: differenze tra il libro di Mario Tobino e la serie tv con Lino Guanciale

Le libere donne: differenze tra il libro di Mario Tobino e la serie tv con Lino Guanciale

Quali sono le differenze tra la serie tv Le libere donne e il libro omonimo? Sono diversi i fatti e i personaggi che non corrispondono.

La serie tv Le libere donne, con protagonista il bravissimo Lino Guanciale, è ispirata all’omonimo libro dello psichiatra e scrittore Mario Tobino. Le differenze tra la produzione televisiva e l’opera del medico ci sono, e non sono neanche poche, ma in entrambi i casi il messaggio arriva forte e chiaro.

Le libere donne: differenze tra il libro e la serie tv

Con la regia di Michele Soavi, Le libere donne è approdata su Rai 1 in tre puntate. Una serie tv che, fin dal primissimo appuntamento, arriva dritta al cuore e spinge a riflettere sulla condizione delle donne negli ospedali psichiatrici pre Legge Basaglia. La produzione prende spunto dall’omonimo libro di Mario Tobino, psichiatra e scrittore che negli anni Quaranta ha lavorato in un istituto di igiene mentale di Maggiano, vicino Lucca.

Tra il libro e la serie ci sono diverse differenze, dettate principalmente dalle esigenze narrative legate alla trasposizione televisiva. L’opera scritta racconta la storia di alcune delle donne che lo psichiatra ha incontrato nell’ospedale di Maggiano, ma in modo accademico, senza connessioni tra loro. Come tanti altri testi di questo tipo, anche qui non c’è una trama vera e propria, ma casi studio, ricordi, aneddoti e ritratti delle pazienti.

Tobino osserva le internate e talvolta le descrive in modo poetico. Non è lui il protagonista della storia, ma le donne alle quali ha voluto ridare la dignità persa durante il ricovero. Al contrario, nella serie tv il medico è il personaggio più importante della storia e, come tale, viene raccontato pure da un punto di vista privato.

Le libere donne tra libro e serie tv: il messaggio è lo stesso

A differenza del libro, nella serie tv Le libere donne c’è una donna per la quale Tobino perde la testa: Margherita Lenzi. Nella sua esperienza a Maggiano, lo psichiatra non ha mai incontrato una paziente con questo nome e non si è invaghito di lei. Tra l’altro, nella trasposizione televisiva, questo rapporto occupa buona parte della trama.

Inoltre, su Rai1 si dà ampio spazio pure al contesto storico, ossia la Seconda Guerra Mondiale e il regime fascista, mentre nell’opera scritta fa solo da sfondo. Insomma, a cambiare è soprattutto la struttura narrativa, che per essere adattata alla tv deve necessariamente essere più lineare e coinvolgente.

Nonostante le differenze, il messaggio de Le Libere donne resta lo stesso: accendere i riflettori sull’ingiustizia sociale e la libertà femminile affinché il sistema sanitario non torni mai più a essere rigido e repressivo. Ovviamente, senza dimenticare che il confine tra normalità e follia è fragile, oggi probabilmente fragilissimo.