Lasciate vivere i vostri figli

La vita dei figli dipende dai genitori, nella misura in cui non diventino un mezzo di ripicca tra i divorziati e si limiti l’indipendenza delle loro scelte e delle loro aspirazioni. Basta ricordarsi che anche voi siete nati figli.

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Non finisce di stupire Papa Francesco. Il suo appello alle famiglie separate si traduce così: “Quando una coppia è in crisi, spesso la disgregazione frana addosso ai figli che diventano ostaggi dei genitori”.

Queste le parole di Bergoglio che ha dedicato la sua catechesi dell’udienza generale in piazza San Pietro alle “cosiddette famiglie irregolari, anche se a me non piace questa parola”.

“Quando gli adulti perdono la testa -ha dichiarato il Papa – quando pensano solo a se stessi, quando papà e mamma si fanno del male l’anima dei bambini soffre molto prova senso di disperazione e sono ferite che lasciano il segno per tutta la vita”.

La verità è che essere genitori, in generale, non è facile. E non interferire con le scelte di vita dei figli, a volte, sembra un’impresa assurda.

L’Università di Milano Bicocca ha organizzato, per il 4° anno, un’iniziativa di orientamento interamente dedicata ai genitori. Tema: ”Se il futuro non è più quello di una volta: il ruolo dei genitori quando i figli si iscrivono all’università”. Sono stati presentati i primi risultati di una ricerca condotta dall’ateneo milanese in collaborazione con le università di Sassari, Padova e Pavia, dal titolo “Il futuro dei nostri figli- Essere genitori oggi”.

La finalità è quella di fornire indicazioni su come affiancare positivamente le scelte dei figli e delle figlie senza sostituirsi a loro.

L’influenza dei genitori sulle scelte dei ragazzi, nello sport e negli studi, può essere preziosa o assai dannosa.

Se l’attenzione rivolta ai figli si traduce in un’ingerenza che non tiene conto delle loro aspirazioni o inclinazioni, il rischio sarà quello di trasmettere incertezza sulle loro capacità, insicurezza sulle loro aspirazioni e impedimento totale di sviluppare in pieno i loro punti di forza. Molto spesso lo si fa per istinto di protezione, perché magari hanno voglia di indirizzare la loro vita in un contesto lavorativo che non promette, quindi si è propensi ad invogliarli verso “delle certezze economiche” e non di felicità, di appagamento, di soddisfazione personale.

La verità è che non esiste la “scelta giusta”, ma solo un’idea personale e, in quanto tale, appartiene ai figli, perché la vita è loro. i genitori devono sostenere i figli attraverso sentimenti come l’ottimismo (non generico ed irrealistico) e la speranza (come fiducia in loro stessi). Occorre accettare questo distacco, pur rimanendo una famiglia unita.

I genitori che aiutano economicamente i figli, senza volerlo, desiderano anche impedirgli di vivere la loro vita, giudicando lapidariamente le loro scelte e impedendogli (loro credono) di sbagliare.

“Lo faccio per il tuo bene”. Una frase amorevole che nasconde il panico di un genitore che non accetta di avere a che fare con un adulto, anche se lo ha messo al mondo.

Un indicatore importante è rappresentato dalla quantità delle telefonate o messaggi: 10 telefonate o SMS al giorno indicano un cordone ombelicale troppo forte.