Helen Fisher, nota antropologa che da anni compie studi sul cervello umano, ha effettuato una ricerca che afferma che le pene d’amore sono una dipendenza.

Helen Fisher è una delle più apprezzate antropologhe del mondo e da trent’anni compie degli studi sul cervello umano per cercare di capire qualcosa in più sul sentimento che probabilmente maggiormente influisce sulle nostre vite: l’amore. Dare una spiegazione di ciò che per concezione le persone ritengono albergare in un altro organo, ovvero il cuore, è indubbiamente impossibile, ma possiamo almeno capire meglio cosa ci porta a provare sensazioni così forti. Helen Fisher ha spiegato così il suo esperimento:

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“Il cervello dei soggetti che si erano innamorati da poco era sottoposto a uno stimolo collegato all’amore romantico. Stando nello scanner, dovevano osservare due foto: un ritratto della persona amata e una foto di un individuo della stessa età e dello stesso sesso, che non suscitava particolari sentimenti. Per evitare che i sentimenti amorosi si trasferissero sull’immagine neutrale, venne impartita, come distrattore, una consegna, in modo che il cervello, per così dire, si raffreddasse. L’esperimento durava 12 minuti, senza preparazione e intervista. La persona innamorata stava nella macchina; al di sopra dei suoi occhi era stato collocato uno specchio verso il quale avevamo rivolto la telecamera. I soggetti guardavano per 30 secondi l’immagine della persona amata, poi contavano 30 secondi alla rovescia di sette in sette (trenta, ventitré, sedici…) – una sfida anche per matematici innamorati – quindi fissavano per 30 secondi un’immagine neutrale. Poi sovrapponemmo le scansioni cerebrali dell’immagine positiva a quelle dell’immagine neutrale e filtrammo l’immagine risultante: ora avevamo davanti a noi il “brain in love”, il cervello innamorato. È stato meraviglioso!”.

E sapete qual è stata la scoperta più importante fatta da Helen Fisher? Lo spiega sempre lei:

“L’amore romantico, o l’innamoramento appassionato, non è un’emozione! Naturalmente, esso coinvolge molti sentimenti, ma l’innamorarsi è una pulsione, sorta milioni di anni fa. L’amore passionale è uno dei sistemi cerebrali più forti tra quelli sviluppati dall’animale umano. La pena d’amore è come una dipendenza, come la mancanza di una droga. È proprio quello che ho voluto dimostrare. Abbiamo scoperto delle attività in una regione cerebrale che è collegata con tutte le dipendenze. Quindi non si può evitare!”.

Mettiamoci il cuore, anzi, il cervello in pace allora.

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Ultimo aggiornamento: 14-10-2014


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