La zona a luci rosse di Roma mandano su tutte le furie il Vaticano

La proposta del presidente del municipio di Roma di Andrea Santoro di creare una zona a luci rosse a Roma sta scatenando un terremoto. Il Vaticano si è definito indignato per «la decisione di istituire aree a luci rosse nel quartiere Eur di Roma»

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Un vero putiferio sta scatenando la decisione di aprire una zona a luci rosse all’Eur di Roma.

Suor Eugenia Bonetti, sulle pagine dell’Osservatore Romano, si è definito indignato per la decisione di istituire aree a luci rosse negli stessi giorni in cui si celebra la prima giornata mondiale contro la tratta.

A questo proposito, il gruppo di Forza Italia ha annunciato che presenterà alla Procura di Roma un esposto contro il primo cittadino Marino e il comandante dei vigili per il reato di favoreggiamento della prostituzione.

Il prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, ha spiegato che le zone a luci rosse a Roma

“non si possono fare perché significherebbe ammettere la prostituzione, cioè dire che è lecita. E nel momento in cui si indicano delle zone si configura il favoreggiamento”.

Andrea Santoro, il presidente del municipio di Roma ieri ha scritto su Facebook:

“Siamo in un momento in cui possiamo davvero cambiare le cose. Possiamo essere quelli che riescono a dire basta alla tratta di vite umane. Anzi, possiamo essere quelli che lo fanno, non solo lo dicono. I tre punti su cui puntiamo sono
1) Mandare in strada alcuni operatori che offrono un’alternativa alle vittime di tratta in modo da stroncare il racket. 2) Rendere più efficace la presenza delle forze dell’ordine sul territorio. 3) Implementare un’educazione sentimentale nelle scuole e far crescere i bambini in quartieri puliti”.

Santoro è riuscito a portare a casa il “Si” del Comitato per i diritti civili delle prostitute:

“Basta paure, bisogna essere coraggiosi: è una buona idea, i cittadini devono appoggiarla. L’emergenza di oggi è dovuta a decenni di politiche repressive e questa è una soluzione possibile, anche se sarebbe meglio diversificare le zone. Se la zona sarà troppo piccola, ci saranno sicuramente problemi”.

Anche il Codacons, che si è detto favorevole all’iniziativa sottolineando:

“La privacy va garantita altrimenti si violeranno gravemente i diritti essenziali dei cittadini”.