La terapia contro la puntura di medusa

I migliori accorgimenti e procedimenti dopo il contatto con l’animale

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Può capitare in mare, durante le nuotate di incontrare delle meduse e inavvertitamente di colpirle. I tentacoli dell’animale contengono delle sostanze che, al contatto rilasciano dei liquidi tossici e urticanti. Esistono dei metodi per agire subito in loco ma è importante seguire anche una terapia costante nei giorni seguenti per evitare la formazione di macchie antiestetiche.

La terapia dopo il contatto con le meduse

I primi accorgimenti da seguire in spiaggia sono noti:

  • mantenere la calma
  • coprire la parte dai raggi solari
  • porre una pomata come il gel astringente al cloruro di alluminio
  • anche le pomate al cortisone sono considerate utili ma troppo tardive negli effetti per ridurre il prurito
  • non sfregare la parte nè grattare
  • ottimo metodo naturale un impacco a base di bicarbonato o aceto bianco

Questi sono i metodi più comuni e considerati più adatti ed efficaci dagli esperti. Per alcuni giorni è necessario continuare con il gel e a coprire dal sole la parte interessata.

In casi più gravi questi metodi non sono efficaci. Il soggetto presenta da subito sintomi più gravi del semplice prurito e bruciore. Vomito, nausea, gonfiore della parte e stato confusionale sono l’anticipazione di uno stato di shock anafilattico. I soggetti allergici, come nel caso di vespe, hanno sintomi gravi e le cure semplici del caso non sono sufficienti. In tale caso rivolgetevi subito a guardia medica e 118 per intervenire tempestivamente. La velocità è tutto in questi casi.

I medici adotteranno le cure del caso. Nei casi classici, invece, la sensazione di bruciore e prurito dovrebbe sparire dopo mezz’ora o al massimo un paio di giorni. I segni sul corpo invece, impiegano un tempo maggiore, ecco perché è importante tenersi lontano da sole e fonti di calore che in genere creano macchie di colore scuro che permangono sulla pelle.