La reazione popolare ai dettami della moda: il giusto peso non è anoressico

Come in “Il diavolo veste Prada”, la moda osanna le 38. Ma poi chi le indossa? Il giusto peso della bellezza è il buon senso.

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La moda ci impone una taglia 38 come stereotipo di bellezza. Un modello che, come è ovvio, finisce per essere frainteso come canone di benessere fisico femminile.

A calcare la mano, le riviste. Marie Claire Italia, schiaffa in copertina la foto della diciassettenne magrissima Marthe Wiggers. Definita “Angelo caduto dal cielo”, raccoglie svariati consensi, ma la rete si infuria, non accettando il pericoloso messaggio del giusto peso femminile, insito in un’immagine smunta quanto bella. Risponde la direttrice della rivista Antonella Antonelli: La modella della cover di novembre, come potrete osservare anche all’interno del servizio moda, dove ha le gambe scoperte, è una normale taglia 38 come tante altre. Vi invito inoltre a guardare la copertina del numero di ottobre che ha come protagonista una modella più adulta e più formosa. Noi non abbiamo mai creduto in un solo ideale di bellezza femminile, ma al contrario crediamo nella consapevolezza di ogni donna di sentirsi bene nella propria pelle, compresa in una sana taglia 38.

Il giusto peso è in “una normale taglia 38”? Appare difficile crederlo, visto che è difficile trovarla nei negozi.

Non mi rivolgo mai al lettore personalmente, ma oggi trasgredisco questa regola per testimoniare in prima persona che la taglia 38 è per poche magre isteriche come me, che fanno fatica a vestirsi. Tempo fa, scesi di peso ulteriormente e mi toccò andare da 0-12. Anche lì, purtroppo, non trovai soddisfazione perché i pantaloni per le giovanissime hanno una vita e un cavallo che non si addicono a una donna.

Fortunatamente, qualcuno, tra le protagoniste in passerella, si ribella, conferendo il giusto peso della felicità. Charlie Howard, 23 anni, ha perso il lavoro per aver scritto su Instagram. Più ci costringono a perdere peso e ad essere magre, più i costumisti devono fare i vestiti per adattarli alle nostre dimensioni, e più le ragazze devono dimagrire per entrarci. Non è più l’immagine che ho scelto di rappresentare. Nel caso in cui non lo aveste capito, io sono una donna. Sono un essere umano. Non riesco miracolosamente a tagliare le mie ossa dell’anca in giù, solo per adattarmi a un vestito o per soddisfare le regole di agenzia. Ho combattuto la natura del mio corpo a lungo, ma ho recentemente iniziato ad amarmi.

La sua conclusione: ”La mia salute mentale e fisica è più importante”. Abbiamo trovato il giusto peso del buon senso.