La pennichella fa bene, purché duri 90 minuti

Soprattutto in vacanza, dopo pranzo, la pennichella è qualcosa di irresistibile. Il momento più bello è quando ci si lascia portare da Morfeo. Quello più brutto, il risveglio. Si chiede riposo e in cambio si riceve stordimento. Tutto dipende dalla durata. Se volete solo accaparrare i suoi effetti positivi e salutari, dovete dormire o 20 o 90 minuti. La via di mezzo fa male.

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Il riposino pomeridiano fa bene alla salute? Una domanda assolutamente attuale, visto che ormai l’estate è in corso.

La scienza si è occupata di questo argomento e ha trovato la risposta: il riposino pomeridiano, magari dopo pranzo, fa bene a tutti: anziani, bambini, adulti. La cosiddetta pennichella allevia la stanchezza e al tempo stesso ridona vigilanza, apprendimento e memoria, oltre a donare salute a tutto l’organismo.

Buone notizie, insomma ma non senza qualche risvolto negativo. Gli scienziati avvertono che la pennichella nuoce sulla qualità del sonno notturno e può provocare stordimento, rallentando il ritorno alle normali attività quotidiane.

Il tutto dipende dall’orario del riposino e dalla sua durata. Vediamo perché.

Il sonno attraversa varie fasi: 1, 2, 3, 4 e la fase REM.

Fase 1: è la fase più corta del sonno, diciamo introduttiva al sonno profondo.

Fase 2: una fase più lunga che ridona energia e resistenza a tutto l’organismo.

Fase 3 e 4: durante queste due fasi l’organismo aumenta la produzione dell’ormone della crescita. Si riparano i tessuti, si annulla lo stress e si procede alla metabolizzazione di grassi e carboidrati. La mente si resetta eliminando i ricordi inutili e conservando le informazioni più necessarie.

Fase rem: in questa fase vengono potenziati i ricordi a lungo termine.

La pennichella, quindi, è salutare nella misura in cui dura il giusto tempo. Valutiamo più ipotesi.

10 -20 MINUTI: è un buon lasso di tempo per la pennichella, che non comporta stordimento al risveglio ma consente un po’ di riposo.

30 MINUTI: l’organismo si prepara alle fasi più profonde, ma viene bloccato. Ciò comporta, al risveglio, intontimento e confusione. Ci vorranno altri 30 minuti per riprendersi.

60 MINUTI: è utile per rafforzare le informazioni ricevute prima di addormentarci, ma il risveglio è molto faticoso.

90 MINUTI: è una durata utile perché si entra nel sonno, profondo quello che ci permette di sognare. Contribuisce a migliorare la memoria emotiva e non provoca stordimento al risveglio.

Fonte foto: Pixabay