La gratitudine ci aiuta a vivere bene. Lo dimostra la scienza

Essere grati innesca un meccanismo chimico che dal cervello si ripercuote nell’organismo e ci fa vivere bene.

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Ha cinque lettere e dovrebbe essere la parola più usata al mondo. Non solo perché “ grazie ” è un simbolo di umanità e di buona educazione, ma anche perché l’attitudine che si nasconde dietro al suo utilizzo verbale rende più felici. Non è un caso che i nostri genitori ci abbiano sempre suggerito “come si dice?”. E noi, di seguito “grazie”. In fondo ci hanno insegnato che la gratitudine è un sentimento fondamentale per vivere bene in mezzo alla gente. A supporto di quello che sembra un costume e niente più, arriva la scienza. La ricerca del National Institutes of Health ha provato che la gratitudine, addirittura, stimola un cambiamento del flusso sanguigno all’interno del cervello. Di qui, nelle persone grate è emersa una maggiore attività nell’ipotalamo, parallelamente all’aumento della dopamina. Un grazie in più quindi aiuta a prevenire gli stati depressivi, lo stress, i cali di autostima.

Dal cervello a tutto il corpo, o meglio, dalla mente all’organismo, gli scienziati hanno sottolineato che tutto questo incrementa il benessere fisico generale. E’ facile crederci. Basti pensare ai danni che lo stress provoca: dermatiti, ulcere, gastriti, coliti, mal di testa. La lista è lunga. E nell’essere grati, dal punto di vista chimico, lo stress si sconfigge con questo flusso: i neurotrasmettitori, serotonina e noradrenalina, portano un cambiamento nel ritmo cardiaco e modificano la pressione sanguigna, mantenendo basso il livello di cortisolo (ormone dello stress). Per vivere bene, dunque, bastano più grazie! Ne sanno qualcosa gli studiosi della Hofstra University di Hempstead (New York) che hanno coinvolto un gruppo di studenti con un diario giornaliero della gratitudine, dove appuntare a chi e perché essere grati. Rispetto al gruppo di controllo, che al contrario annotava eventi negativi, gli arruolati al grazie hanno ottenuto risultati scolastici più alti. Chi non ci crede può provare a tenere un diario della gratitudine e si accorgerà dei risultati.