La Chiesa anglicana pregherà “Madre Nostra, che sei nei cieli”?

“Nel nome della Madre, del Figlio e dello Spirito Santo”. Saranno queste le parole dei fedeli della Chiesa anglicana durante il segno della croce?

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L’arcivescovo di Canterbury, padre della Chiesa anglicana, dovrà chiedere il voto del Sinodo, per poter recitare “Madre nostra che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome “. Riferirsi a un Dio donna dopo l’ammissione rosa alla carica di vescovo: questa, la richiesta della Chiesa riformata sotto la bandiera della Union Jack. Richiesta pervenuta, in particolare, dalla Watch (Women and the Church), organizzazione religiosa composta dalle donne sacerdote.

“Quando usiamo soltanto un linguaggio maschile per identificare la figura di Dio – ha commentato il reverendo Emma Percy, cappellano del Trinity College di Oxford – rinforziamo l’idea che Dio è un maschio e così facendo suggeriamo implicitamente che gli uomini sono più simili a Dio delle donne”.

La questione di un’ipotetica Dio Madre è stata discussa dalla commissione convocata dall’arcivescovo di Canterbury, che propone di modificare il testo delle preghiere in tal senso. O valutarne la possibilità.

“Siamo soltanto al livello preliminare del dibattito – ha dichiarato Hillary Cotton, la presidente del gruppo Watch – Riscrivere eventualmente le preghiere della Chiesa d’Inghilterra allo scopo di ampliare la nostra comune percezione di Dio è un problema estremamente complesso, che richiederà probabilmente anni”.

Riguardo alla fattibilità di questo cambiamento, un portavoce dell’arcivescovo di Canterbury ha dichiarato: “Qualunque cambiamento nella liturgia richiederebbe comunque un voto del Sinodo Generale, dopo una approfondita consultazione della commissione liturgica “.

Fu proprio il Sinodo Generale ad approvare, un anno fa, l’episcopato femminile. Una svolta decisionale che si è tradotta nella pratica con la nomina a vescovo di ben tre donne.

“È ingiusto che le donne vedano se stesse come meno sacre e meno in grado di rappresentare Cristo nel mondo, solo perché Dio viene rappresentato sempre come un Lui, come un maschio”, ha dichiarato il reverendo Emma Percy.

Nel frattempo, Hillary Cotton, punta il dito, più che altro, su una visione più totalizzante del Dio cristiano, che preveda una Madre, oltre che un Padre. Un Dio che non si può etichettare in una sola immagine, ovvero quella maschile.

Per dirla con le parole di Papa Luciani, Giovanni Paolo I: “Dio è padre e più ancora è madre”.