La blogger Lindsay Mead: dieci cose importanti insegnare ai propri figli prima dei 10 anni

Ecco quali sono i dieci insegnamenti utili per i propri figli da imparare prima dei dieci anni di vita

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I primi dieci anni di vita sono quelli in cui si apprendono più cose e si forma il carattere di un bambino, per questo Lindsay Mead blogger e mamma ha scritto su Huffington Post Usa le dieci cose importanti che vorrebbe insegnare a suo figlio prima che superi i dieci anni.

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La prima cosa che Lindsay decide di insegnare a suo figlio è forse anche la più importante: avere rispetto per tutti. Uomini, donne, bambini, bambine, oggetti animali, ogni cosa che affrontiamo nella nostra vita merita rispetto.

Tra le dieci cose importanti colpisce la sensibilità, che non va mai celata. Essere sensibile, non è un difetto, anzi denota un carattere buono e aprirsi agli altri, per quanto possa essere difficile, renderà più forti e sicuri di sè.

E’ importante fare attività fisica, quindi è anche accettabile essere un po’ scalmanati, ma è importante capire la linea sottile tra vivacità e tendenza alla violenza.Mai oltrepassare il limite.

Quando si dice no è no. Non ci sono spiegazioni.

Bisogna insegnare ai propri figli che non devono fare felici gli altri: chi gli vuole bene sarà felice nel vederlo sano e felice a sua volta.

Una delle dieci cose più importanti è quella di vivere appieno la vita e fare attenzione a tutto ciò che succede, ogni esperienza è importante e arricchisce il proprio bagaglio.

Appassionarsi è fondamentale. Ognuno deve avere la possibilità di cimentarsi nel fare quello che gli piace, ed è necessario coltivare interessi per dare un senso alla proprio vita. Vietato annoiarsi.

E’ utile imparare a non avere troppe pretese. Non si sa mai cosa riserverà la vita, quindi sapere che non è tutto dovuto, renderà i vostri figli persone migliori.

Pensare con la propria testa, non seguire i più forti solo perchè sembra giusto. Se si deve sbagliare, meglio farlo da soli.

Infine, la migliore delle dieci cose: “Ti voglio bene, a priori”