Europee: Amore e Diritti umani, la Ricetta vincente di Soraya Post

Non avrà raggiunto il numero dei voti di Angela Merkel e Marine Le Pen, ma Soraya Post ha raccolto un risultato sorprendente alle elezioni europee in Svezia grazie al programma di “Iniziativa femminista”. La gioia esplode su Twitter: “Fatto la storia grazie alla forza dell’amore”.

chiudi

Caricamento Player...

Nell’Europa in preda ai populismi, a movimenti antisemiti e antiEuro c’è chi ottiene un risultato inaspettato con una campagna elettorale basata sull’uguaglianza di genere, i diritti degli omosessuali e contro le discriminazioni. La Svezia si è risvegliata con una nuova realtà politica, quella di Soraya Post. Sorprendente, per certi versi, visti i numeri conseguiti alle elezioni europee. Per la prima volta, infatti, una femminista entrerà al Parlamento di Bruxelles dopo aver raccolto la cifra record di 5,3% dei voti. Il partito “Iniziativa femminista” ha raccolto più di quanto era previsto. Merito della leader Soraya Post, 57 anni, attivista per i diritti umani e, come ama definirsi “supereroe antirazzista”. Su Twitter ha espresso tutta la sua gioia per aver ottenuto un risultato clamoroso in termini di preferenze: “Oggi abbiamo fatto la storia, lo sapete vero? Ci siamo riuscite – scrive – grazie alla forza dell’amore”.

Niente fondi pubblici, una raccolta di voti casa per casa e un programma chiaro in grado di far breccia nel cuore di tante svedesi. Un Paese già molto attento e sensibile alla parità di genere. Oggi, più che mai, decisamente avanti sul tema rispetto a tanti altri paesi europei.

Feministiskt initiativ propone aborto, parità di retribuzione a prescindere da genere, età e etnia. Argomenti sui quali il Parlamento europeo dovrà fare uno sforzo secondo Soraya Post, protagonista di una storia personale particolarmente difficile. Nata in una famiglia rom, “per molti anni ho vissuto come cittadina di serie B”.

Quando il partito femminista (che esiste dal 2005), le ha chiesto di candidarsi, Soraya Post ha accettato con entusiasmo:

Il femminismo deve diventare parte integrante di tutte le politiche europee, a cominciare dal budget per esempio. Voglio combattere per migliorare la situazione dei rom e per far questo bisogna essere dove si decide, nei palazzi del potere. Non appena sarò eletta mi metterò al lavoro”.

Una ricetta totalmente diversa rispetto ad un’altra donna uscita vincente dall’ultima tornata elettorale: Marine Le Pen ha sbancato le elezioni europee in Francia dominando in quasi tutte le regioni con il Front National. La Le Pen ha più volte denunciato la man­canza di “pro­te­zione” da parte della Ue dalla globalizzazione, che ha cau­sato “la disoc­cu­pa­zione di massa”. Ferma sulle politiche di immigrazione, si è più volte scagliata “contro le fron­tiere che lasciano pas­sare tutti” e contro l’allarga­mento della Ue che ha favo­rito “l’invasione dei rom”. Per non parlare della battaglia contro l’Euro e la Germania, considerata fin troppo dominante nelle politiche europee grazie alla cancelliera Angela Merkel. Tutte donne vincenti e in grado di portare voci differenti in un’Europa mai così divisa.

Guarda cosa accadde oggi.

[jwplayer player=”1″ mediaid=”15893″]