Influenza intestinale: cosa mangiare?

Vomito e nausea? Forse è un virus

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Influenza intestinale: cosa mangiare per alleviare i sintomi e sopperire alla perdita di liquidi? Brodo di pollo, yogurt, tisane di zenzero.

Come si prende l’influenza intestinale?

Il nome corretto per l’influenza intestinale è in realtà gastroenterite virale e si manifesta con nausea, diarrea, vomito e febbri. Sintomi secondari ma non meno fastidiosi sono malessere generale, brividi e, se l’infezione si protrae, perdita di peso.
A causa dell loro forma tipicamente circolare, i virus che portano la gastroenterite sono chiamati rotavirus e si dividono in tre ceppi (A, B, C). Un altro tipo di virus, che fortunatamente non attacca in genere bambini e lattanti è il Norwalk Virus (che prende il nome dalla cittadina dell’Ohio in cui fu per la prima volta isolato). Il Norwalk provoca malesseri di durata più breve ma con sintomi grossomodo identici a quelli causati dal rotavirus.

Quale che sia la causa dell’infezione, l’approccio farmacologico alla gastroenterite quasi mai è necessario. Piuttosto che curare i sintomi (che scompaiono in poche ore o in pochi giorni) è importante reidratare costantemente l’organismo a causa della forte perdita di liquidi a cui va incontro. Non è raro infatti che addirittura il pianto si presenti senza lacrime e che l’urina sia particolarmente scura in soggetti che soffrono per giorni di gastroenterite.

Influenza intestinale: cosa mangiare?

Al fine di riequilibrare la flora batterica intestinale, distrutta dall’attacco dei virus, è bene consumare yogurt bianco senza zucchero. Per reintegrare i sali minerali che inevitabilmente saranno andati persi si consigliano invece spremute di frutta fresca e non succhi di frutta che possono contenere troppi zuccheri e conservanti difficilmente digeribili.
Il brodo di pollo risulta ottimo allo stesso scopo, come anche il tè caldo al limone che ha, tra l’altro, anche riconosciute proprietà astringenti.
Gli infusi di zenzero aiuteranno invece a disinfettare il tratto intestinale e a favorire l’azione degli anticorpi.