Induzione alla prostituzione minorile: il disturbatore Paolini rinviato a giudizio

Rinviato a giudizio Gabriele Paolini, il celebre disturbatore dei programmi televisivi, con un’accusa molto pesante: induzione alla prostituzione minorile

Questa volta il disturbato è lui. Gabriele Paolini, il famigerato incursore a tradimento, terrore di tutti gli inviati televisivi,  incubo ricorrente dei conduttori e dei direttori dei telegiornali italiani, è  nei guai. Con qualche tv? No, con la giustizia. È stato infatti rinviato a giudizio con un’accusa pesante: induzione alla prostituzione minorile.

Gabriele Paolini, nella fattispecie, è accusato di aver pagato cinque ragazzini minorenni per far sesso con lui. “Accuse che non stanno in cielo né in terra”, ha ribadito il disturbatore che è agli arresti dal novembre dell’anno scorso. La  prima udienza del processo, fissata dal gup romano Donatella Pavona, è in programma il prossimo 7 gennaio.

Una brutta gatta da pelare per il presenzialista dei  collegamenti televisivi, celebre per le sue apparizioni improvvise e non richieste. Oltre all’accusa di induzione alla prostituzione minorile, Paolini deve rispondere anche dei reati di produzione di materiale pedopornografico e tentata violenza sessuale. A poco o nulla era servita la  richiesta, formulata dai suoi avvocati, di ricorrere al  rito abbreviato: bocciata.

Ed a niente è servita la  dichiarazione spontanea di Gabriele Paolini poco prima dell’udienza davanti al gup: “Quello che mi spinge a lottare è l’amore che provo per Daniel”. Daniel, per la cronaca, è uno dei cinque ragazzi coinvolti nello scandalo che rischia di tener lontano Paolini per un bel po’ da telecamere e riprese.

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ultimo aggiornamento: 25-10-2014

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