In arrivo la superperizia che scagionerebbe Veronica Panarello dall’accusa di omicidio del figlio Loris

Secondo i legali di Veronica Panarello, il piccolo Loris Stival sarebbe morto in un orario differente da quello stabilito inizialmente e quindi incompatibile con gli spostamenti della Panarello che forse potrebbe venire scagionata dall’accusa di omicidio

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Veronica Panarello potrebbe avere in mano un alibi fortissimo. La donna, accusata dell’omicidio del figlio Loris Andrea Stival di 8 anni in provincia di Ragusa, forse potrà mettere la parola fine ad un incubo.

A dare la notizia è l’avvocato Francesco Villardita durante la trasmissione Mattino Cinque.

Ha detto l’avvocato:

“Noi abbiamo una certezza: tramite il nostro consulente abbiamo effettuato una consulenza di parte a seguito del deposito di quella del pubblico ministero e abbiamo accertato che per quei parametri indicati in quella consulenza è impossibile che il bambino sia stato ucciso tra le 8.30 e le 10.00 perché, per quei dati, e soprattutto per l’assenza di macchie ipostatiche complete (che sono già complete dopo otto ore) l’orario della morte non può essere quello ma deve essere spostato in avanti almeno di due ore”.

L’avvocato continua aggiungendo particolari che scagionerebbero sempre più Veronica Panarello:

“Ci troveremo quindi verso le 12-12.30 un orario assolutamente incompatibile con la presenza della signora Panarello in quei luoghi. Abbiamo questa certezza che porteremo nelle sedi processuali perché vogliamo dimostrare l’impossibilità sotto il profilo materiale della commissione dell’omicidio da parte di Veronica”.

L’avvocato difensore di Veronica Panarello continua affermando:

“Anche sulle fascette non siamo convinti: abbiamo già presentato questo nostro dubbio al tribunale del riesame dicendo che mancano le zigrinature su quel solco che è stato rilevato dal medico legale della procura. Faremo anche su questo la nostra battaglia”.

Le fascette a cui fa riferimento l’avvocato di Veronica Panarello sono quelle cui cui la donna avrebbe strangolato il figlio per poi gettare il suo corpo in un canalone di contrada Vecchio Mulino.