In agguato la sindrome dell’ occhio secco

La sindrome dell’ occhio secco è in costante aumento e troppo spesso sottovalutata o non diagnosticata.

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L’occhio secco è una patologia oculare che consiste in un’alterazione qualitativa e quantitativa del film lacrimale, con conseguente mancata lubrificazione, nutrizione e protezione dell’occhio.

La sintomatologia aumenta con una frequente esposizione al vento, al caldo secco, al fumo, all’aria condizionata o riscaldamento.

I sintomi sono: sensazione di sabbia o corpi estranei nell’occhio, bruciore, prurito, appannamento visivo, fotofobia, sensazione dell’occhio bagnato, difficoltà ad aprire gli occhi al risveglio.1423

Se presa sotto gamba, questa patologia, può provocare lesioni alle strutture esterne dell’occhio, esposto a maggior attrito ogni qual volta si muovono le palpebre.

L’occhio secco può essere dovuto a ipolacrimia, ovvero da ridotta produzione di lacrime, o da dislacrimia, cioè da eccessiva evaporazione.

La sindrome, oltre alle condizioni ambientali sopra menzionate, è dovuta anche da altri fattori, come l’età avanzata, la menopausa, la gravidanza, l’uso prolungato di lenti a contatto, e il consumo di alcuni farmaci come antidepressivi, antistaminici, antipertensivi.

Poi esiste lo stile di vita, chiamato in causa tanto quanto gli ambienti e le condizioni personali.

La lettura, la guida dell’auto e l’uso del computer, sono attività che richiedono concentrazione e portano a battere le palpebre con una frequenza minore rispetto a quanto si farebbe in condizioni normali. privando così gli occhi di un film lacrimale rinnovato. Il film Questo impedisce di rinnovare il film lacrimale. ,

La terapia consigliata dagli esperti è costituita dall’uso di colliri, o lacrime artificiali, che detergono e lubrificano l’occhio.

Ovviamente, occorre sottoporsi a una visita specialistica prima di autoprescriversi questi trattamenti.

Nel frattempo, però, può essere utile osservare alcune accortezze: bere molti liquidi, mantenere la giusta umidità dell’ambiente, evitare un’eccessiva esposizione a ventilatori e condizionatori.