Il Sesso negli Spot.

Sante o profane: donne in bilico.

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Avete mai notato che nelle pubblicità televisive o nei settimanali le donne sembrano sempre appartenere a due categorie nettamente divise?
La donna moglie (e mamma) e la donna femmina, separate quasi geneticamente alla nascita (dello spot).

La prima è spesso in casa, a spalmare marmellata sulle fette biscottate (dei figli, mica le sue), a dare un abbraccio rassicurante al marito mentre va al lavoro sulla sua confortevole nuova automobile, a far diventare cosi’ lucida la casa da brillare come un diamante. E’ una donna spesso bella, perlomeno piacente, sempre vestita con stile, decoro, ma non è mai davvero attraente, perchè il centro della sua vita è soprattutto  l’organizzazione della famiglia, della casa, della vita del marito.

La seconda invece non è mai in casa, se mai è a casa di qualcun altro, un qualcuno mai meglio precisato, sicuramente non il marito. Oppure è sola, per la strada, in macchina, davanti ad una vetrina, persino sulla luna.
Questa “seconda donna” è invece assolutamente erotizzata, anzi sembra quasi che non le interessi altro nella vita, è una famelica donna-gatto, o forse anche una donna-lupo, cacciatrice disposta ad essere cacciata, fatto salvo però che alla fine sai già che non la otterrai mai davvero, perchè quello che ti lascia è soltanto il desiderio di acquistare il prodotto che l’accompagna, che sia una calza, una scarpa, una borsa, un gioiello o una birra.

Il problema non è ovviamente il fatto che le donne abbiano queste due caratteristiche, ma che negli spot siano così drasticamente, direi ossessivamente separate. Sembra quasi che la nostra cultura, di cui la pubblicità è veicolo e riverbero, non permetta ad una madre di essere anche “eros”, o ad una single coi tacchi a spillo di essere anche una brava persona che organizza la casa.

La tanto blasonata famiglia italiana non prevede erotismo, ma soltanto donne “sante subito” con concezione della vita quasi immacolata.
Tutte le altre invece son…profane. Girano la notte sole, si circondano di oggetti costosi (vero oggetto dello spot) e chissà che fine faranno. Avide quindi non solo di sesso, ma anche di denaro e del lusso.

A duemila anni dalle sacre scritture in fondo non molto è cambiato anche se sembrava, e la nostra visione della donna rimane sospesa irrimediabilemente tra Maria e Maddalena.

Burgay Michele