Hantavirus, boom di fake news e teorie complottistiche: non credete a queste bufale

Hantavirus, boom di fake news e teorie complottistiche: non credete a queste bufale

Così come il Covid-19, anche l’Hantavirus è finito al centro di teorie complottistiche e fake news: ecco quali sono quelle più gettonate.

Come accaduto con il Covid-19, appena si è iniziato a parlare di Hantavirus sono arrivate puntuali le teorie complottistiche e le fake news. Basta aprire uno dei tanti social per essere sommersi di bufale più o meno credibili, talvolta avallate da personaggi popolari.

Hantavirus: le teorie complottistiche e fake news

Anche se l’Hantavirus è stato rilevato per la prima volta nel 1976, molte persone l’hanno scoperto soltanto nelle ultime settimane, dopo che si è sviluppato un focolaio a bordo della nave MV Hondius, partita dall’Argentina lo scorso 1 aprile. Com’è normale che sia, visto che il Covid-19 è una ‘ferita’ ancora fresca, la notizia dei tre morti e delle altre persone contagiate ha acceso i riflettori su una possibile pandemia. Di conseguenza, le teorie complottistiche e le fake news sono tornate puntuali come un orologio svizzero.

Ovviamente, queste bufale hanno trovato terreno fertile sui social, dove basta un click per scatenare allarmismo e dare vita a risse virtuali tra sostenitori e non. Tra le notizie più assurde, tra l’altro già usata ai tempi del Coronavirus, c’è quella relativa all’ivermectina, un farmaco antiparassitario spacciato come cura per l’Hantavirus. Così come non era vero per il Covid, non lo è neanche con questo virus: non c’è alcuna evidenza scientifica a sostegno di questa tesi.

L’Agenzia europea per i medicinali (Ema), contattata da Euronews, ha sottolineato: “L’Ema non ha visto alcuna prova che indichi che l’ivermectina, usata per trattare infezioni causate da parassiti, sia efficace contro gli Hantavirus. In realtà non esistono al momento trattamenti autorizzati, né antivirali né vaccini, per l’hantavirus, e la gestione clinica si basa sulle cure di supporto e su un accesso precoce alle terapie intensive“.

Hantavirus: le bufale a cui non credere

Tra le fake news più diffuse spunta anche una teoria complottistica che tira in ballo la casa farmaceutica Moderna, vista come responsabile del focolaio di Hantavirus. Il motivo? L’azienda sta lavorando da tempo a un vaccino contro il virus.

In effetti, Moderna sta davvero collaborando con il Vaccine Innovation Center dell’Università della Corea, ma questo non significa che sia una sorta di “untore”. Semplicemente, visto che l’Hantavirus è una minaccia conosciuta da decenni, l’accordo tra l’azienda farmaceutica e l’ateneo è solo una strategia volta a garantire la sanità pubblica.

Che dire, poi, della teoria secondo cui il nome del virus deriverebbe dall’ebraico “hanta” che significherebbe “truffa, frode, sciocchezza, bugia o qualcosa di falso”? A fornire questa falsa etimologia, scatenando i complottisti, è stato Grok, l’AI di X, che poi ha cambiato versione dicendo che non è “hanta” che si traduce in questo modo ma “khartah” o “chartah”. Ovviamente, secondo questa tesi a scatenare l’Hantavirus sarebbe stato Israele.

Purtroppo, teorie complottistiche e fake news vengono spesso diffuse da personaggi di spicco o comunque popolari, come nel caso di Marjorie Taylor Greene, ex fedele di Trump e deputata al Congresso, e la dottoressa Mary Talley Bowden.