Un grande passo avanti nella lotta e nella ricerca del tumore ovarico

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Fino ad oggi non esistevano diagnosi nè screening del tumore ovarico, ma grazie alla creazione di 35 diversi modelli umani su altrettanti topi, la ricerca ha fatto un passo avanti

Il tumore ovarico, conosciuto anche come “killer silenzioso” in Italia uccide ogni anno oltre 2000 donne, ma non dà sintomi specifici nelle fasi iniziali e non esistono strumenti di diagnosi precoce né campagne di screening.

Ma da oggi, grazie alla continua evoluzione della scienza, cambia tutto.

Il vincitore della quarta edizione dell’Addarii Award, il prestigioso riconoscimento internazionale dell’Istituto Oncologico F. Addarii del Policlinico Sant’Orsola, è Ian Jacobs, preside della facoltà di Medicina e Scienze Umane dell’Università di Manchester e direttore del MAHSC (Manchester Academic Health Science Centre): il medico inglese negli ultimi 20 anni ha condotto studi per individuare un metodo scientificamente rigoroso per una diagnosi precoce del tumore ovarico.

Ian Jacobs, attraverso le sue ricerche, dimostra che è possibile anticipare la diagnosi di tumore ovarico utilizzando l’ecografia pelvica transvaginale combinata a un dosaggio del marcatore tumorale CA125. Per le donne a maggior rischio di sviluppo della neoplasia, può essere previsto un controllo periodico effettuato tramite ecografia pelvica transvaginale, condotta da un operatore esperto, e la somministrazione di dosaggi periodici del marcatore tumorale CA125. La crescita del CA125 secondo un certo algoritmo, abbinata al controllo ecografico, consente di anticipare la diagnosi di tumore dell’ovaio.

Ian Jacobs ha dichiarato:

“Se i dati finali nostro studio, che conosceremo ad inizio 2015, dimostreranno, come spero, una riduzione di mortalità per carcinoma dell’ovaio potremo immaginare un futuro con programmi di screening rivolti alle donne a rischio di sviluppare questa patologia. “

Il passo successivo sarà determinante: si dovrà dimostrare che questa anticipazione di diagnosi abbia poi un impatto sulla mortalità per la malattia.

Claudio Zamagni, Responsabile dell’Oncologia Medica Addarii del Sant’Orsola e Presidente del comitato scientifico di Loto Onlus, spiega:

“E’ una maratona, e noi siamo all’ultimo chilometro. Ma deve essere chiaro che ad oggi, ottobre 2014, non è possibile attivare programmi diffusi di diagnosi precoce per il tumore dell’ovaio. Gli studi di Jacobs sono fonte di forte speranza, ma solo se i risultati definitivi di questo studio avranno l’esito positivo che ci aspettiamo, si aprirà la strada per attivare programmi di screening per le donne a rischio intermedio-alto, che sono circa il 40% della popolazione femminile adulta”.

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ultimo aggiornamento: 27-10-2014

Licia De Pasquale

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